La sterlina e le elezioni

di Daniele Pace Commenta

Le elezioni britanniche sono alle spalle, con il risultato, tra i tre pronosticati, che sicuramente nessuno si sarebbe augurato, nemmeno gli sconfitti...

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Le elezioni britanniche sono alle spalle, con il risultato, tra i tre pronosticati, che sicuramente nessuno si sarebbe augurato, nemmeno gli sconfitti: la May viene rieletta ma non ha una maggioranza, con conseguente instabilità politica. Il tutto si riflette sulla sterlina, che aveva cominciato a dare segni di nervosismo appena i sondaggi pre-elettorali avevano preannunciato la risicata vittoria del premier uscente.

Appena confermato il risultato delle elezioni, la sterlina è scesa di colpo, come pronosticato, perdendo l’1,13% sul dollaro, dopo che aveva segnato anche un -1,95% prima del leggero recupero. Tutto secondo i pronostici, che vedevano la stabilità della valuta (e del governo) in caso di larga vittoria della May, con un piccolo balzo in su del pound, oppure una caduta della sterlina, la cui entità dipendeva dal risultato elettorale. In caso di vittoria laburista, il pound si sarebbe indebolito nel lungo termine, ora invece, dopo l’iniziale crollo, ci si aspetta una risaluta della divisa britannica.

La Bank of England sarà impegnata a fronteggiare l’instabilità politica e le conseguenti tensioni monetarie, in particolare per le trattative sulla Brexit, da affrontare ora, con un governo più debole. Da questo punto di vista, la procedura potrebbe subire dei ritardi, allentando così la tensione sulla sterlina, che potrebbe rafforzarsi velocemente invece, nel caso la Gran Bretagna riuscisse a rispettare i tempi prefissi all’inizio.

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