L’Euro va svalutato del 30% nel 2012 secondo Roubini

di ND82 Commenta

Secondo Roubini, la BCE dovrebbe avere come “obiettivo principale il deprezzamento dell’euro del 30% per arrivare alla parità con il dollaro americano e far ripartire la crescita entro un anno"

Secondo Nouriel Roubini, nel 2012 l’euro dovrà essere svalutato del 30% per far ripartire la crescita economica in Europa. Al Workshop Ambrosetti di primavera tenutosi a Cernobbio, l’economista americano di orgini turche – professore di Economia alla New York University e presidente di RGE Monitor – continua a disegnare scenari pessimistici sul destino della zona euro. Sul finire dello scorso anno, Roubini aveva affermato che anche l’Italia prima o poi sarebbe stata costretta a ristrutturare il proprio debito. Roubini è diventato molto famoso qualche anno fa per aver predetto la crisi finanziaria legata ai mutui subprime.

Secondo Roubini, la BCE dovrebbe avere come “obiettivo principale il deprezzamento dell’euro del 30% per arrivare alla parità con il dollaro americano e far ripartire la crescita entro un anno”. Roubini suggerisce una svalutazione competitiva come fatto in passato dal Messico e dall’Argentina, altrimenti “tutto rischia di diventare inutile”. L’ipotesi caldeggiata da Roubini fa da contraltare a quella avanzata dall’ex chief economist della BCE, Jurgen Stark, che si allinea invece a quella del direttore generale del fondo salva-stati europeo EFSF, Cristophe Frankel.

PREVISIONI CAMBIO EURO DOLLARO 2012 SECONDO UBS

Secondo Stark, Roubini vuole “la monetarizzazione del debito, ma non è questa la soluzione”. Poi – all’indomani dell’aumento del firewall anti-crisi fino a 800 miliardi di euro – lancia un monito alla BCE: “Basta liquidità”. Stark la pensa in modo più o meno simile a Frankel del fondo EFSF. Secondo Frankel i mercati “guardano anche a ciò che le riforme rappresentano nel lungo periodo, e questo secondo me conta anche di più”. “L’ammontare del firewall non è la soluzione della crisi – continua Frankel -, la soluzione è il modo in cui i singoli paesi e l’Europa attuano le riforme”.

DEBITO ITALIA 2012 NON PREOCCUPA ANALISTI UBS

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