Anas-Ferrovie, via libera alla fusione

di Valentina Cervelli Commenta

Anas e Ferrovie, via libera alla fusione. L’annuncio arriva con una nota del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio: un’operazione immensa sia dal punto di vista delle infrastrutture coinvolte che dai fondi interessati.

La soddisfazione per il risultato raggiunto è evidente e difficilmente mascherabile, soprattutto se si prende in considerazione l’ordine di grandezza di ciò che è successo. Commenta il ministro:

Con i decreti Mit e Mef firmati ieri il Governo ha dato il via libera al grandissimo gruppo industriale e infrastrutturale di Fs e Anas. [Si raggiunge in questo modo] un grande risultato per connettere l’Italia sempre meglio nei suoi collegamenti nazionali e internazionali, puntando alla sostenibilità ed efficacia delle reti e degli investimenti. Attendiamo gli ultimi definitivi passaggi, ma il dado è tratto.

Entrando nello specifico si parla della nascita di un colosso che presenterà un fatturato di oltre 10 miliardi di euro e una rete di oltre 41 mila chilometri. I tempi erano stati calcolati proprio per fare “cadere” l’accordo al momento giusto, sotto l’albero di Natale, partendo dal contratto di programma recentemente stipulato tra ministero e Anas, il quale era stato registrato dalla Corte dei Conti a inizio dicembre.

La fase esplorativa di un possibile accordo era iniziata circa 20 mesi fa e l’obiettivo era quello di creare un gruppo infrastrutturale in grado di competere a livello internazionale. Rispetto a quella che era l’idea iniziale i tempi si sono allungati, ma in tal modo è stato possibile completare la fusione con meno oneri rispetto a quelli programmati dall’inizio. Conclude il ministero nella sua nota:

Il Governo ha pianificato decine di miliardi di investimenti su più anni per ferrovie e strade prioritarie, per rendere più competitivo il Paese. Il Gruppo Fs, con Anas, ha la forza necessaria per la realizzazione ed esecuzione di opere e progetti integrati, disponendo di 108 miliardi di investimenti in dieci anni e 81 mila dipendenti.

 

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