Teoria di Dow e analisi tecnica

di Stefania Russo 2

Al giornalista statunitense Charles Dow il mondo economico e finanziario deve davvero molto. Dow, infatti, è il fondatore del Wall Street Journal...

Al giornalista statunitense Charles Dow il mondo economico e finanziario deve davvero molto. Dow, infatti, è il fondatore del Wall Street Journal, ossia uno dei più importanti quotidiani finanziari di tutto il mondo, nonchè l’inventore del Dow Jones, ovvero il più noto indice azionario della Borsa di New York.

A lui, inoltre, si devono i principi base dell’analisi tecnica, meglio conosciuti come la teoria di Dow. Tali principi, in particolare, altro non sono che una serie di osservazioni sui comportamenti dei mercati finanziari che il giornalista espresse mediante una serie di articoli pubblicati sul Wall Street Journal e che successivamente furono raccolti da Robert Rhea, che nel 1932 pubblicò Dow Theory.


I principi base della teoria di Dow, in particolare, sostengono che il mercato è formato da tre tendenze, ovvero un trend primario relativo al lungo periodo, un trend secondario relativo al medio periodo e un trend minore relativo al breve periodo. Queste tendenze si suddividono a loro volta in tre fasi: la fase di accumulo in cui investono solo gli investitori con una forte propensione al rischio, la fase di partecipazione del pubblico caratterizzata dal ritorno della fiducia nel mercato e la fase della distribuzione, che rappresenta il momento di euforia del mercato in cui tutti investono.

Secondo la teoria di Dow, inoltre, il mercato azionario e di conseguenza i prezzi delle azioni risentono praticamente di tutte le notizie, soprattutto di quelle attinenti.

Altro principio della teoria è quello secondo cui le medie del mercato azionario devono confermarsi a vicenda, in altre parole occorre che il trend di un settore sia confermato anche dall’andamento dei settori a lui collegati. Inoltre le tendenze devono essere confermate dal volume, nel senso che se l’andamento è caratterizzato da forti volumi allora si tratta di un trend veritiero.

Bisogna inoltre tener presente che la presenza di brevi periodi di controtendenza non rappresentano una definitiva inversione di rotta in quando le tendenze esistono fino a quando dei veri e propri segnali definitivi non dimostrano che sono terminate.

Per comprendere la reale importanza di questa teoria basta notare come i principi da essa enunciati sono ancora oggi ampiamente utilizzati.

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