Banca Carige senza consiglio di amministrazione

di Roberto Rais Commenta

banche3Altri due consiglieri di amministrazione di Banca Carige, Philippe Marie Michel Garsuault e Philippe Wattecamps, si sono dimessi. In seguito a tale iniziativa, il numero di forfait è salito a 8, facendo decadere automaticamente il consiglio di amministrazione della banca e il suo presidente, Giovanni Berneschi. Ma cosa accadrà ora all’istituto di credito ligure?

Secondo quanto avvenuto negli ultimi giorni, le due ultime uscite avrebbero fatto decadere automaticamente il consiglio di amministrazione e il proprio presidente, ponendo di fatto termine a una storia che è durata da più di 20 anni.

A questo punto occorrerà attendere l’assemblea straordinaria, convocata dal prossimo cda per – probabilmente – settembre o ottobre 2013. “Il colpo di scena” – segnalava il quotidiano MF – “viene spiegato alla luce del confronto in atto fra Berneschi e il numero uno della Fondazione Flavio Repetto. Il piano di rafforzamento patrimoniale annunciato a febbraio avrebbe infatti guastato i rapporti tra i due dominus della finanza genovese”.

A margine di quanto sopra, appare evidente che l’ipotesi iniziale – concretizzabile in un significativo incremento di capitale – non vada certamente a gradimento all’istituto fondativo che, per non diluirsi, dovrebbe andare incontro alla necessità di sborsare una cifra molto consistente.

Di contro, è pur vero che il presidente del consiglio di amministrazione, Berneschi, è ben consapevole che le cessioni delle attività potrebbero non essere sufficienti per poter entrare in possesso delle risorse che Banca d’Italia ha richiesto, e che pertanto la ricapitalizzazione di rafforzamento patrimoniale sarebbe difficilmente aggirabile.

Le dimissioni dei consiglieri del board di Banca Carige, portati avanti in lista grazie al sostegno della Fondazione costituirebbero in tale ambito l’ultima mossa di questo duro confronto. Rimane ora da comprendere cosa accadrà nel prossimo futuro di Banca Carige, con l’unica sicurezza che sembra essere rappresentata dalla totale aleatorietà dello sviluppo delle attività strategiche dell’istituto di credito, che si appresta ad attraversare un’estate particolarmente torrida.

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