Bilancio Brembo gennaio settembre 2012

di Stefania Russo Commenta

Brembo ha archiviato i primi nove mesi dell'esercizio in corso con un fatturato in crescita del 10,5% a 1.044,6 milioni, un Ebitda...

Brembo ha archiviato i primi nove mesi dell’esercizio in corso con un fatturato in crescita del 10,5% a 1.044,6 milioni, un Ebitda in aumento del 12,5% a 128,6 milioni e un Ebit in crescita del 17,9% a 68,6 milioni di euro.

Nel periodo in esame l’utile netto si è attestato a 49 milioni di euro, in aumento del 59,8% rispetto ai 30,7 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Gli investimenti complessivi realizzati sono risultati pari a 95,8 milioni di euro.


Se si considera solo il terzo trimestre dell’anno, invece, i ricavi hanno registrato un incremento del 9,5% da 312,3 a 342 milioni di euro, l’Ebitda è passato a 40,2 milioni dai 33,3 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, mentre l’Ebit è cresciuto del 26,3% a 19,4 milioni di euro. L’utile netto ha registrato un vero e proprio balzo del 126,4%, passando da 5,9 a 13,4 milioni di euro. Al 30 settembre 2012 l’indebitamento finanziario netto è risultato pari a 350,3 milioni di euro, in linea con i 351,5 milioni registrati al 30 giugno scorso.

Per quanto riguarda l’andamento del business nell’ambito dei singoli settori di attività, nel trimestre in esame il comparto delle applicazioni per auto ha segnato un incremento del 17,6%, il settore racing è cresciuto del 2,5%, mentre hanno registrato un calo sia il settore delle motociclette che quello dei veicoli commerciali, in flessione rispettivamente del 10,3% e del 9,1%.

A livello geografico, invece, si conferma l’ottimo andamento delle vendite in Germania, che nel trimestre di riferimento hanno segnato un incremento del 26,8%, mentre la crescita verso il Nord America è stata del 32,5%. In Italia, in Francia e nel Regno Unito è invece stato registrato un calo rispettivamente del 13,3%, del 10,7% e del 4,1%, mentre nei Paesi dell’estremo oriente c’è stata una crescita dell’8,4% in Cina, un calo dell’1,1% in Giappone e una flessione del 15,8% in India.

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