Cambio euro/dollaro in calo dopo nuovi aiuti alla Grecia

di ND82 Commenta

Il tasso di cambio euro/dollaro ha iniziato la nuova seduta all’insegna dell’incertezza, dovuto all’esito della riunione straordinaria dell’Eurogruppo sulla Grecia che si è protratta per ben 13 ore a partire da ieri sera

Il tasso di cambio euro/dollaro ha iniziato la nuova seduta all’insegna dell’incertezza, dovuto all’esito della riunione straordinaria dell’Eurogruppo sulla Grecia che si è protratta per ben 13 ore a partire da ieri sera. Alla fine la Grecia è stata salvata con una nuova tranche di aiuti finanziari per complessivi 43,5 miliardi di euro. Inoltre, i leader europei hanno annunciato nuove misure per consentire al paese ellenico un cammino più semplice nell’ambito del programma di riduzione dei debiti.

Il cambio euro/dollaro era salito questa notte fino a 1,3008, toccando il livello più alto da quasi un mese. Tuttavia, è stato solo un movimento brusco e senza ulteriori approfondimenti rialzisti, complice la presenza di un’importante area di resistenza su base giornaliera. Il cambio euro/dollaro presenta una resistenza molto ampia tra 1,30 e 1,3020. Su questi livelli i venditori stanno provando a costruire posizioni short a basso rischio per tentare scommesse ribassiste di breve periodo.

Da un punto di vista tecnico, se il cambio non dovesse superare con decisione area 1,30 prima e 1,3020 poi, potrebbe esserci una discesa nel breve termine con primo obiettivo di prezzo posto a 1,2940. Tuttavia, il ritracciamento dai top di periodo potrebbe essere anche più corposo, con approdo in area 1,29 – 1,2880. Di converso, se il cambio dovesse superare con forza le resistenze di 1,3020, si aprirebbero nuovi scenari bullish con target a 1,3050 prima e 1,31 poi.

Ritornando all’accordo sulla Grecia, sono state raggiunte anche altre intese tra i leader dell’Ue-17. In particolare: target debito/pil della Grecia sotto il 110% nel 2022, riacquisto di una parte dei bond greci in circolazione da parte della stessa Grecia, riduzione degli interessi sui prestiti bilaterali, allungamento di 15 anni della durata dei rimborsi.

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