Euro in pericolo secondo FMI

di ND82 Commenta

Secondo il Fondo Monetario Internazionale l’esistenza dell’euro è in pericolo e la risposta più efficace per allontanare lo spettro di una disintegrazione dell’unione monetaria sta in una “maggiore integrazione bancaria e fiscale”

Secondo il Fondo Monetario Internazionale l’esistenza dell’euro è in pericolo e la risposta più efficace per allontanare lo spettro di una disintegrazione dell’unione monetaria sta in una “maggiore integrazione bancaria e fiscale”. Secondo l’istituto di Washington, la BCE guidata da Mario Draghi dovrebbe avere un ruolo attivo nella gestione dell’emergenza riducendo nuovamente i tassi di interesse, ma anche “facendo iniezioni di liquidità per le banche, acquistando titoli sovrani che devono essere chiaramente annunciati e massicci quantitative easing”. Insomma, secondo il FMI, l’Eurotower dovrebbe seguire le orme di FED, BOJ e BOE.

Il FMI invita Eurolandia a utilizzare la politica monetaria anche nelle forme meno convenzionali per uscire dalla crisi dei debiti sovrani. Secondo l’istituto sovranazionale, “la relazione negativa tra stati, banche ed economia reale sono più forti che mai. E nonostante le azioni intraprese, i mercati finanziari restano sotto pressione, sollevando dubbi sulla stessa sopravvivenza dell’Eurozona”.

Secondo il Fmi la prima priorità è procedere con un’unione bancaria “per spezzare il legame debito sovrano-banche”, che ormai è diventato un circolo vizioso che sta provocando forti stress ai titoli di stato periferici e “regalando” rendimenti negativi ai bond dei paesi più virtuosi. Per ciò che concerne l’Italia, il suggerimento fornito dal FMI è “tagliare la spesa per diminuire le tasse e distribuire in maniera migliore il peso della correlazione dei conti”, senza dimenticare che così si può aiutare la crescita.

Il FMI ritiene che il firewall europeo anti-crisi “dovrebbe essere usato in maniera flessibile”, ovvero consentendo “la ricapitalizzazione delle banche deboli, attraverso il supporto diretto dell’Efsf/Esm che aiuterà a rompere” l’integrazione negativa fra banche, bilanci pubblici e crescita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>