Euro sale a 1,32 dollari ai massimi da febbraio

di ND82 Commenta

Continua il buon momento per la moneta unica sui mercati valutari internazionali, nonostante ieri l’indice Zew tedesco abbia sorpreso negativamente gli analisti finanziari con un risultato decisamente inferiore alle attese

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Continua il buon momento per la moneta unica sui mercati valutari internazionali, nonostante ieri l’indice Zew tedesco abbia sorpreso negativamente gli analisti finanziari con un risultato decisamente inferiore alle attese. Secondo molti analisti valutari la manovra monetaria BoJ spinge l’euro al rialzo, in quanto c’è così tanta liquidità nel sistema che viene dirottata un po’ su tutti gli asset più rischiosi, in quanto si possono ottenere rendimenti più alti. Sul forex il tasso di cambio euro/dollaro ha toccato quota 1,32, ai massimi da fine febbraio scorso.

L’ascesa dell’euro è avvenuta in una giornata non particolarmente positiva per l’equity europeo, a dimostrazione del fatto che ormai molte correlazioni dei mesi passati sono ormai inesistenti. L’exploit di ieri del cambio euro/dollaro è avvenuto grazie soprattutto a fattori di natura “tecnica”. Infatti, il breakout esplosivo della resistenza giornaliera di 1,3150 ha generato un forte flusso di acquisti, che ha spinto velocemente i prezzi fino a 1,32.

Stamattina, però, i prezzi stanno evidenziando un ritracciamento sulla key-area di 1,3160 – 1,3150, dove ora avverrà un ri-test di quest’area particolarmente rilevante per le strategie di trader e investitori. Un test positivo consentirebbe al cambio euro/dollaro di trovare un punto d’appoggio per cavalcare al rialzo il trend di breve periodo e puntare al raggiungimento di area 1,32 prima e 1,3250 poi.

Nel breve periodo il sentiment degli investitori resta positivo, per cui è probabile che il cambio possa salire ancora nei prossimi giorni. Tuttavia, se si allarga l’orizzonte temporale da qui a 6 mesi, gli analisti sono molto meno convinti che il rialzo possa durare a lungo. Ad esempio, BlackRock vede euro/dollaro a 1,20 entro fine 2013. Stesso target anche per SocGen e Ubs.

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