Euro risale sul dollaro dopo revisione Pil Usa

di Fabrizio Martini Commenta

Le dichiarazioni di Draghi e la diffusione dei dati del Pil americano hanno fatto recuperare terreno all'euro nei confronti del dollaro statunitense.

euro-dollaro

L’euro accusa ancora una flessione sul moneta statunitense e le ultime notizie fanno parlare di una possibile nuova divergenza tra le politiche monetarie della zona euro e di quella che adotteranno a breve gli Stati Uniti di America. I segnali di questa differenza sono sempre più tangibili e gli analisti hanno già compreso questo e stanno già facendo scontare il tutto nel mercato degli scambi monetari.

 

Sono state importanti le dichiarazioni del presidente Mario Draghi, che ha ripetuto che la Bce non è in alcun modo vicina ad abbandonare l’attuale linea politica monetaria espansiva. Lo stesso Mario Draghi ha infatti ribadito che Francoforte, sede della BCE, è pronta ad agire nel caso in cui si presentino nuovamente dei problemi e delle tensioni nei tassi di finanziamento del debito pubblico degli stati membri dell’Ue. Gli occhi sono tornati puntati infatti verso Spagna e Italia in questi giorni, viste le nuove fibrillazioni accusate dallo spread tra i bond italiani e i bund tedeschi, oltre che rispetto ai bonos spagnoli.

L’euro ha comunque invertito la tendenza ed è risalito nelle ultime contrattazioni rispetto al minimo intraday che aveva raggiunto il valore di 1,3014, che ha rappresentato un nuovo minimo toccato lo scorso 3 giugno. L’inversione della tendenza è avvenuta a seguito della diffusione del dato sulle previsioni di stima del prodotto intero lordo degli Stati Uniti di America. Le stime del Pil Usa per quanto riguarda il primo trimestre sono state riviste al ribasso di più di mezzo punto percentuale, passando dal +2,4% iniziale al +1,8%.

Oltre a quest’ultimo dato le indicazioni che arrivano dagli Stati Uniti vertono verso uno stabile miglioramento della situazione generale dell’economia, grazie alla favorevole congiuntura economica mondiale. Questa serie di dati rendono più probabile una rivisitazione della politica della Federal Reserve americana che dovrebbe quindi ridimensionare il programma di stimolo del dollaro, con l’emissioni di ingenti quantità di denaro fresco nell’economia reale americana.

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