Azimut acquista Augustum Opus Sim

di Roberto Rais Commenta

Azimut ha chiuso i primi sei mesi del 2013 con un utile in lieve calo a quota 78 milioni di euro, contro i 79 milioni di euro del primo semestre dello scorso anno. I ricavi consolidati sono invece cresciuti fino a toccare quota 227 milioni di euro contro i precedenti 214 milioni di un anno fa. Ne consegue che la posizione finanziaria netta consolidata è risultata positiva, in miglioramento per 245,6 milioni di euro (contro precedenti 146,9 milioni di euro).

Ancora, il totale delle masse gestite risulta essere cresciuto a 19 miliardi grazie a una raccolta netta che nel corso dei primi mesi ha superato 1,5 miliardi di euro. Complessivamente, il dato del risparmio amministrato e del risparmio gestito da case terze direttamente collocato è risultato invece pari a 21,2 miliardi di euro (vedi anche il nostro approfondimento sull’assegnazione azioni gratuite Ansaldo).

Molto positivo il commento di Pietro Giuliani, presidente e amministratore delegato di Azimut, che ricorda come il management sia molto soddisfatto “dei risultati conseguiti in questa prima metà dell’anno, anche considerando il contesto particolarmente incerto in cui sono stati realizzati.

Inoltre, ha aggiunto Giuliani, “in questi mesi abbiamo visto i frutti del lavoro svolto a rafforzare il posizionamento sulla clientela di fascia alta, dove la divisione wealth management ha raccolto in sei mesi oltre 500 milioni di euro, e a sviluppare la nostra presenza internazionale, a Taiwan dove abbiamo siglato un accordo per la costituzione di una joint venture nella distribuzione. Siamo convinti, pur con la dovuta cautela e prudenza, di poter proseguire questo percorso di crescita anche nei prossimi mesi”.

La giornata di oggi si è inoltre caratterizzata da un importante accordo con i partner di Augustum Opus Sim (A.O.), in base al quale acquisirà inizialmente il 51 per cento della società di gestione indipendente e masse di poco superiori a 800 milioni di euro. La possibilità (e la volontà) è inoltre quella di salire fino al 100 per cento dopo il sesto anno. Il controvalore dell’operazione per l’acquisizione del 51 per cento è pari a 10 milioni di euro.

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