Investire in grano e cereali

di Stefania Russo Commenta

In un periodo di instabilità dei mercati finanziari sono sempre di più gli investitori che scelgono di puntare ai metalli preziosi e alle materie prime..

In un periodo di instabilità dei mercati finanziari sono sempre di più gli investitori che scelgono di puntare ai metalli preziosi e alle materie prime, per capirlo basta guardare la repentina salita del prezzo dell’oro che continua a segnare nuovi record.

Ma il metallo giallo non è l’unico tipo di investimento che promette grandi profitti, secondo gli esperti non è affatto da trascurare la possibilità di investire in argento e in platino, così come pure nei prodotti agricoli. L’esempio più eclatante a riguardo arriva dal grano, basti pensare che da inizio anno il prezzo dell’oro ha registrato una crescita complessiva del 18%, quello del grano addirittura del 40%.


Quello che più importa agli investitori, tuttavia, è quali siano le prospettive di crescita del prezzo di queste materie prime. Ebbene, da questo punto di vista gli esperti sono concordi nel ritenere che l’aumento spropositato del prezzo del grano e di altri cereali non sia legato a fattori speculativi ma a cambiamenti strutturali destinati a sostenere un’ulteriore crescita del prezzo anche nei prossimi anni.

Un recente studio condotto da Société Générale, in particolare, spiega che per il grano accadrà la stessa cosa accaduta nel 1973, quando i prezzi del petrolio furono alzati notevolmente per via della decisione dell’Opec di decretare un embargo petrolifero contro l’Occidente, tuttavia i prezzi rimasero tali anche dopo il ristabilimento dei normali flussi. Secondo gli esperti, quindi, cosa analoga sta accadendo per il grano e la Cina che, con solo il 7% delle terre coltivabili e dell’acqua disponibile a livello globale, deve sfamare il 22% della popolazione mondiale. L’aumento del reddito disponibile, che continuerà progressivamente con il passare degli anni, determinerà quindi un incremento delle esigenze alimentari rendendo necessaria l’importazione del grano, con conseguente aumento del prezzo.

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