Previsioni di Byron Wien per il 2013

di Stefania Russo Commenta

Anche per l'anno appena iniziato, come per ogni anno a partire dal 1986, Byron Wien, vice presidente di Blackstone Advisory Partners..

Anche per l’anno appena iniziato, come per ogni anno a partire dal 1986, Byron Wien, vice presidente di Blackstone Advisory Partners nonché uno degli uomini più ascoltati di Wall Street, ha elaborato e diffuso il suo outlook sui mercati finanziari.

Per il 2013, in particolare, l’esperto ha individuato una serie di eventi shock che a suo avviso hanno una probabilità di realizzazione che supera il 50%.


Wien ipotizza anzitutto un possibile annuncio da parte dell’Iran di aver realizzato un missile nucleare, con tanto di conferma ufficiale da parte dell’International Atomic Energy Agency. Di conseguenza, sia gli Stati Uniti che Israele sono cotretti ad adottare una politica di contenimento.

L’indice S&P 500 potrebbe inoltre calare sotto quota 1.300 a causa di una flessione degli utili della maggior parte delle società quotate, circostanza di cui ne risentiranno in particolar modo i titoli del comparto finanziario. Per quanto riguarda invece il prezzo del petrolio, Wien ipotizza un calo a 70 dollari a barile sulla scia della decisione dei Democratici di avviare un programma nel settore dell’energia per rendere gli Stati Uniti indipendenti dalle importazioni di petrolio del Medio Oriente entro il 2020. I Repubblicani, invece, con lo scopo di conquistare nel 2016 il voto degli ispanici, diventeranno sostenitori della politica di imigrazione.

Sul fronte cinese, i nuovi leader porranno in essere delle misure che faranno crescere il Pil del 7% all’anno, di conseguenza gli investitori riacquisteranno fiducia e l’indice Shanghai Composite salirà di oltre il 20% nel 2013. L’indice Nikkei, invece, supererà quota 12.000, mentre lo yen calerà nei confronti del dollaro con conseguente miglioramento delle esportazioni.

Nel corso del 2013 si verificherà inoltre un netto aumento del prezzo del grano, del bestiame e del mais a causa dei cambiamenti climatici che incidono in maniera distruttiva sui raccolti, mentre l’oro tornerà a quota 1.900 dollari l’oncia a causa dell’instabilità dei mercati finanziari e della domanda proveniente dalle banche centrali.

Infine, i mercati azionari europei registreranno un calo del 10% circa, trascinati al ribasso da Wall Street e dai problemi strutturali del Vecchio Continente, che continueranno a rimanere irrisolti anche durante tutto il 2013.

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