Garanzia obbligazioni bancarie manovra Monti

di Stefania Russo Commenta

La manovra Monti salva Italia prevede anche una misura volta a rafforzare la stabilità del sistema creditizio e che consiste...

La manovra Monti salva Italia prevede anche una misura volta a rafforzare la stabilità del sistema creditizio e che consiste in una garanzia statale per le obbligazioni emesse dagli istituti bancari che risultano essere in regola sotto il profilo del patrimonio e della redditività.

Il provvedimento rappresenta l’applicazione concreta dell’impegno assunto dall’Italia in sede comunitaria e, più nel dettaglio, consiste in una garanzia fino al 30 giugno 2012 sulle passività delle banche con scadenza da tre mesi a cinque anni, oppure a partire da gennaio 2012 a sette anni per le obbligazioni garantite.

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Tale garanzia riguarda sia il capitale che gli interessi ed è riservata esclusivamente agli strumenti in euro a tasso fisso “semplici”, ossia non deve trattarsi di titoli strutturati o prodotti complessi e non devono incorporare una componente derivata.

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Come anticipato, la garanzia riguarderà non tutte le banche ma solo quelle che risulteranno essere in regola sul fronte del patrimonio e della redditività. Gli istituti bancari interessati, pertanto, per accedere a tale garanzia dovranno presentare apposita richiesta alla Banca d’Italia e al dipartimento del Tesoro, che valuteranno la sussistenza dei requisiti prescritti.

Nel testo viene specificato che le banche che riusciranno ad ottenere tale garanzia non dovranno assolutamente abusare del sostegno ricevuto per realizzare indebiti vantaggi, pena la revoca della garanzia. La garanzia ha un costo per la banca in termini di commissioni annuali, il cui calcolo è specificato nello stesso testo della manovra.

La garanzia concessa alle banche persegue tre obiettivi, ovvero: la ripresa della fiducia sul mercato obbligazionario, la possibilità per le banche di accedere alla liquidità della Bce e contrastare gli effetti derivanti dal cosiddetto “credit crunch”, derivante dal prosciugamento delle risorse da parte degli istituti.

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