Titolo Finmeccanica in calo dopo risultati semestrali

di Stefania Russo 1

Nel corso della mattinata a Piazza Affari la quotazione Finmeccanica è stata sospesa per ben due volte per eccesso di ribasso dopo essere...

Nel corso della mattinata a Piazza Affari la quotazione Finmeccanica è stata sospesa per ben due volte per eccesso di ribasso dopo essere arrivata a perdere addirittura oltre 14 punti percentuali a 5,925 euro. A causare il tonfo del titolo sono stati i risultati deludenti registrati nel corso del primo semestre dell’anno e la revisione al ribasso delle stime per l’anno in corso.

Nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2011, in particolare, Finmeccanica ha registrato ricavi in calo a 8,432 miliardi da 8,654 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno, mentre il margine operativo lordo (adjusted) si è attestato a quota 440 milioni da 586 milioni dello stesso periodo dello scorso anno .


In aumento, invece, l’utile netto che si è attestato a 456 milioni di euro. Tuttavia si tratta di un risultato che non ha affatto entusiasmato i mercati, in quanto dei 456 milioni di utili totali ben 443 milioni derivano dalla vendita di Ansaldo Energia.

[LEGGI] FINMECCANICA CESSIONE ANSALDO ENERGIA

Alla luce dei risultati realizzati nel corso del primo semestre, Finmeccanica ha fatto sapere che al termine dell’esercizio in corso prevede di riuscire a realizzare ricavi tra 17,5 e 18 miliardi di euro, rispetto alla forchetta compresa tra 18,3 e 19 miliardi oggetto delle precedenti previsioni.

[LEGGI] SEMESTRALE FINMECCANICA GENNAIO GIUGNO 2011

Nella nota mediante la quale sono stati diffusi i dati relativi al primo semestre dell’anno e le previsioni per l’esercizio in corso, Finmeccanica ha tenuto a sottolineare che le performance inferiori rispetto al livello registrato nel corrispondente periodo dell’esercizio 2010 non sono state causate solo dai già noti fenomeni di natura congiunturale ed esogena, tra cui l’andamento di taluni mercati, l’evoluzione politica e sociale dei Paesi nordafricani, la crisi finanziaria di alcuni paesi europei e la debole ripresa industriale registrata negli Stati Uniti d’America, ma anche e soprattutto da problematiche strutturali connesse all’andamento industriale di alcuni importanti settori di business, come l’aeronautica e i trasporti, che nell’ultimo periodo hanno fatto registrare un deludente processo di acquisizione di ordini.

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