Ottimi risultati per OPA parziale su Saras

di Fabrizio Martini Commenta

La offerta pubblica di acquisto sulla società Sares di cui il gruppo Moratti è il principale azionista ha ottenuto risultati strabilianti.

saras

L’offerta pubblica di acquisto parziale nei confronti di Saras ha avuto degli ottimi risultati. L’operazione era stata promossa dalla società Rosneft. Saras è la società di cui fa parte il presidente dell’Inter Massimo Moratti. Saras ha ottenuto i favori del mercato ottenendo un eccellente risultato e concludendo l’offerta pubblica di acquisto, nella sua forma parziale con oltre 213,7 milioni di euro di adesioni.

 

Questa cifra corrisponde a conti a fatti al 308,46% dell’ammontare complessivo dei titoli oggetto dell’offerta. Una offerta che quindi ha superato di oltre tre volte il valore che era in campo.

Il colosso russo ha stimolato e sottoposto al mercato un’offerta volontaria parziale su un numero di azioni pari a  69,3 milioni. Questa cifra ammonta in pratica solo al 7,3% dell’intero stock di azioni che costituisce il gruppo della famiglia di Massimo Moratti. Il gigante Oil & Gas, società russa controllata strettamente dal Governo direttamente dal Cremlino possedeva di già il 13,7% dell’azienda dei Moratti. Con l’acquisto effettuato attraverso l’OPA parziale la quota russa in società, cioè dentro Sarasa, raggiunge il 21 per cento, così come era stato definito negli accordi tra i rappresentati dei Moratti e di quelli del Cremlino. La Angelo Moratti Sapa società di maggioranza del gruppo Saras e legata proprio al nome del padre di Massimo Moratti, anche lui presidente dell’Inter, mantiene il controllo con il 50,02 per cento.

Le azioni che sono stat esposte ad offerta rappresentano il 22,48% del capitale sociale della Saras. La società ha comunicato in una nota che visto il grande risultato ottenuto, dato che le azioni in oggetto hanno superato il numero di 69,3 milioni di pezzi dovrà essere attuata una particolare procedura  di riparto pro-rata. In questo modo la società russa diretta dal governo del Cremlino, la Rosneft, sarà costretta a ritirare complessivamente oltre 69,3 milioni  azioni per un controvalore di oltre 94,9 milioni di euro entro il 19 giugno.

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