Rcs non fa prezzo in apertura con Fiat primo socio

di ND82 Commenta

Le azioni RCS MediaGroup non riescono a fare prezzo questa mattina a Piazza Affari, dopo che Fiat sale oltre il 20% in Rcs. Il titolo del gruppo editoriale di via Rizzoli è attualmente in asta di apertura e non riesce a fare prezzo

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Le azioni RCS MediaGroup non riescono a fare prezzo questa mattina a Piazza Affari, dopo che Fiat sale oltre il 20% in Rcs. Il titolo del gruppo editoriale di via Rizzoli è attualmente in asta di apertura e non riesce a fare prezzo. Il titolo Rcs segna un rialzo teorico del 16,45% a 1,6 euro. L’ultima seduta di borsa è terminata con una flessione del 7,5% circa a 1,374 euro. Sono in asta di apertura anche le azioni risparmio Rcs, che mostrano un guadagno teorico del 10,4%.

Il fatto che il Lingotto salirà oltre il 20% del capitale del gruppo che edita Il Corriere della Sera è un fatto molto positivo, in quanto Rcs potrà contare sull’apporto di un socio forte nell’ambito del processo di rafforzamento del capitale. La mossa a sorpresa di Fiat potrebbe innescare una spirale positiva di movimenti nell’azionariato e ridare slancio anche alle ambizioni di Diego Della Valle, che da tempo auspica cambiamenti nella governance.

RCS MEDIAGROUP: PROSEGUE CROLLO DEI DIRITTI DI OPZIONE

Tuttavia, ora bisognerà attendere il termine ultimo per l’esercizio dei diritti, previsto per venerdì 5 luglio. Dopo questa data si conosceranno con maggiore chiarezza le posizioni post-ricapitalizzazione e solo a quel punto sarà possibile ipotizzare nuovi possibili scenari tra i soci del patto di sindacato e gli azionisti fuori patto. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, Fiat e Della Valle potrebbero iniziare a discutere sulle strategie future già tra oggi e domani.

Poi si potrebbe tenere un incontro anche con Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, e Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca. Si ragiona soprattutto sulla possibilità di un nuovo investimento del patron della Tod’s sui diritti residui e sullo scioglimento del patto di sindacato (o di un patto “più leggero” al 30% del capitale). Non va escluso che possa essere discussa anche la possibilità di rivedere il piano industriale, come vorrebbe Della Valle.

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