Saras prevede Ebitda 2012 stabile a 400 milioni

di ND82 Commenta

Il gruppo petrolifero italiano Saras, controllato dalla famiglia Moratti, per l’esercizio 2012 punta sulla riduzione dei costi e dell’indebitamento per arginare la crisi economica e superare il complesso scenario congiunturale che si prospetta nei prossimi mesi

Il gruppo petrolifero italiano Saras, controllato dalla famiglia Moratti, per l’esercizio 2012 punta sulla riduzione dei costi e dell’indebitamento per arginare la crisi economica e superare il complesso scenario congiunturale che si prospetta nei prossimi mesi. Secondo il presidente Gian Marco Moratti, maggiore azionista della società insieme al fratello Massimo (che ricopre la carica di amministratore delegato), Saras può contare sulla forza della struttura patrimoniale, dell’articolazione reddituale e dei flussi di cassa che “permettono di affrontare il permanere di uno scenario macro negativo ancora per molto tempo”.

Secondo il presidente della società petrolifera, Saras può “fronteggiare le attuali difficoltà meglio degli altri concorrenti europei, grazie alla tradizionale solidità patrimoniale del gruppo e ai confortanti flussi di cassa derivanti dagli investimenti realizzati nel recente passato, anche per sviluppare la generazione di energia elettrica con l’utilizzo dei prodotti meno nobili del ciclo di raffinazione”.

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Secondo il top management, se il cambio euro/dollaro resterà stabile nel 2012 sui valori correnti così come lo scenario macro e i margini di raffinazione, Saras potrebbe chiudere il 2012 con un Ebitda intorno ai 400 milioni di euro e un Ebit vicino ai 181 milioni dello scorso anno. L’indebitamento è previsto in calo di 100 milioni, per cui a fine anno potrebbe scendere intorno a 550 milioni di euro.

AZIONI ITALIANE CHE NON RISENTONO DELLA CRISI EUROPEA

Stamattina in borsa il titolo saras perde il 2,57% a 0,7 euro, mentre venerdì aveva chiuso con un calo vicino al 3%. Da inizio anno le azioni Saras sono in calo del 38%. Secondo Cheuvreux il titolo farà peggio del mercato (underperform), mentre Mediobanca e Intermonte sono “neutral” sul titolo. Centrosim ed Equita, invece, consigliano il “buy”, mentre Banca Imi rilancia un “add” (cioè aggiungere le azioni in portfolio).

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