Previsioni Tod’s esercizio 2012

di Stefania Russo Commenta

Il presidente di Tod's, Diego Della Valle, nel corso di un'intervista ad Affari & Finanza, ha spiegato che tra le priorità di Tod's...

Il presidente di Tod’s, Diego Della Valle, nel corso di un’intervista ad Affari & Finanza ha spiegato che tra le priorità della società figura sempre la crescita dei ricavi e della redditività, obiettivi che in questo particolare contesto storico appaiono piuttosto ambiziosi ma non irraggiungibili, soprattutto in considerazione della capacità di centrare i target dimostrata nel corso degli ultimi 12 anni.


Il gruppo è infatti riuscito a contrastare la recessione che ha colpito l’Italia e altri paesi europei continuando a puntare su un lusso di eccellenza, fatto di materie prime scelte con cura e costruito con una minuziosa attenzione ai particolari, in modo tale da ottenere un prodotto icona che conserva il suo valore, che non invecchia mai ma che al tempo stesso si rinnova di stagione in stagione.

Per quanto riguarda l’esercizio in corso, già nel corso del primo semestre dell’anno il gruppo è riuscito a realizzare un significativo aumento dei ricavi, che secondo le previsioni al termine del 2012 dovrebbero tendere ad un miliardo di euro, anche se nella seconda parte dell’anno l’accelerazione dovrebbe essere meno marcata. L’Ebitda margin al termine dell’esercizio dovrebbe superare la soglia del 26%, per toccare poi il 30% nel medio periodo.

Il trend positivo dovrebbe proseguire anche nel corso dei prossimi anni, con accelerazioni importanti derivanti dai sempre più numerosi negozi diretti. Si prevedono in media circa 15 nuove aperture all’anno, per arrivare al 2016 con circa 250 negozi diretti rispetto ai 182 attuali. Novità importanti ci saranno inoltre sul fronte della diversificazione geografica, con un calo al di sotto del 50% del peso dell’Europa e una contemporanea crescita del peso dell’Asia, e sul fronte della diversificazione di prodotto, con un calo sotto il 70% delle calzature, un incremento fino a toccare il 10% per l’abbigliamento e un aumento oltre il 20% della pelletteria.

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