
Al 31 dicembre 2012 l’indebitamento finanziario netto ammontava a 271,3 milioni di dollari, rispetto a una posizione finanziaria positiva per 323,6 milioni a inizio anno.

Al 31 dicembre 2012 l’indebitamento finanziario netto ammontava a 271,3 milioni di dollari, rispetto a una posizione finanziaria positiva per 323,6 milioni a inizio anno.

L’andamento negativo dell’oro in questo inizio 2013 può essere spiegato partendo da alcune variabili-chiave. Innanzitutto, sui mercati finanziari è in costante diminuzione la richiesta di beni rifugio grazie alla minore percezione del rischio dovuta al miglioramento della crisi del debito europeo. La domanda di oro sta iniziando a mostrare segnali di cedimento molto preoccupanti e ora arriva anche la notizia dei primi riscatti sugli investimenti in Etf sul metallo fisico. Oggi l’oro quota a 1.680 dollari, ma ieri era crollato sui minimi da luglio scorso a 1.554,90 dollari l’oncia.

All’asta hanno accesso esclusivamente gli operatori autorizzati, che dovranno far pervenire le proprie richieste entro le ore 11:00 del giorno fissato per il collocamento.

Per quanto riguarda i Certificati del Tesoro Zero Coupon, così chiamati perché privi di cedole e con una remunerazione data esclusivamente dallo scarto di emissione, verrà collocata la terza tranche con scadenza 31 dicembre 2014 (durata 24 mesi) e codice ISIN IT0004890890 per un ammontare complessivo compreso tra un minimo di 2.000 e un massimo di 3.000 milioni di euro.

E’ un momento negativo per la moneta unica, che risente dei segnali poco incoraggianti provenienti dagli indicatori macroeconomici dell’area euro e dell’incertezza sulle prossime scelte della Fed in tema di politica monetaria. Inoltre, a questo si aggiunge il nervosismo degli investitori per la tornata elettorale in Italia, dove si teme una clamorosa deriva populista e quindi anti-europeista in caso di vittoria di Berlusconi o Grillo. Sul forex il tasso di cambio euro/dollaro è crollato ieri a 1,3160, sui minimi più bassi delle ultime 6 settimane.

Tra tre giorni l’Italia andrà al voto per scegliere il nuovo governo, dopo l’esperienza dell’esecutivo tecnico guidato da Mario Monti che aveva preso il posto del dimissionario Silvio Berlusconi a seguito dello scoppio della crisi dello spread nel novembre del 2011. Le banche d’affari e i broker internazionali stanno rivedendo il loro portfolio obbligazionario pre-elettorale, allo scopo di prepararsi alla reazione dei mercati dopo l’esito del voto. Il colosso finanziario tedesco Allianz ha deciso di ridurre l’esposizione sui bond governativi della periferia europea, ma non sull’Italia.

La crescita del comparto, dunque, risulta strettamente legata allo sviluppo delle economie emergenti, in particolare al riguardo gli esperti sottolineano le prospettive di crescita della Cina nel corso dei prossimi cinque anni, quando il Paese dovrebbe strappare al Giappone il secondo posto tra i paesi più ricchi al mondo.

Iera sera dai verbali dell’ultima riunione della Fed, avvenuta il 29 e 30 gennaio, è emerso che diversi esponenti del Fomc, ovvero il braccio operativo dell’istituto monetario di Washington, stanno facendo pressione per fermare il piano di allentamento monetario prima del previsto. Nella prossima riunione del 19 e 20 marzo prossimo si discuterà, quindi, di un possibile cambio di strategia di politica monetaria. Attualmente il piano di quantitative easing della Fed prevede l’acquisto di titoli di stato e bond garantiti da mutui per 85 miliardi di dollari al mese.

Alla data di inizio delle negoziazioni la capitalizzazione sarà di 25 miliardi di euro, con un flottante pari al 10% del capitale. Nell’ambito di tale operazione la società sarà seguita da Integrae Sim in qualità di Nomad e di Global Coordinator.

In particolare, il venir meno dei rischi deriverebbe dall’assunzione dei debiti infragruppo da parte della controllante Telecom, circostanza che a quanto pare sarebbe prevista tra le condizioni di cessione dell’emittente televisiva al gruppo guidato da Urbano Cairo.