
Nel fornire le loro previsioni sull’andamento dei mercati azionari, gli esperti della banca d’affari USA hanno anche fornito alcuni consigli di investimento per il prossimo anno.

Nel fornire le loro previsioni sull’andamento dei mercati azionari, gli esperti della banca d’affari USA hanno anche fornito alcuni consigli di investimento per il prossimo anno.

Dopo essere stata per lungo tempo molto cauta sul debito italiano, Merrill Lynch scopre le carte e punta dritto sui titoli di stato italiani grazie anche alle rassicurazioni ricevute a più riprese dalla Banca Centrale Europea. Il responsabile della strategia EMEA di Merrill Lynch Wealth Management (gruppo Bank of America), Johannes Jooste, ha presentato alla comunità finanziaria italiana il rapporto sulle previsioni macroeconomiche e sulle scelte di asset allocation per il prossimo anno (The Year Ahead 2013).

In alcuni casi, infatti, i dati realizzati nel corso del terzo trimestre dell’anno, pur non essendo stati in grado di spingere ad un rialzo delle stime, hanno evidenziato un buon livello di redditività che lascia intravedere possibili aggiornamenti al rialzo delle stime nei prossimi trimestri.

Non sembra concludersi la nuova parabola discendente dell’Argentina, che sembra di nuovo a un passo dal dichiarare bancarotta. L’agenzia di rating Fitch ha deciso di tagliare il giudizio sul merito di credito del paese sudamericano, abbassando il rating a CC da B con outlook negativo. Si tratta di un downgrade di ben 5 livelli (notch). Secondo Fitch, ci sono buone probabilità che l’Argentina dichiari nuovamente bancarotta entro il 15 dicembre 2012, ovvero quando scadrà il pagamento di 1,3 miliardi di dollari a favore dei fondi speculativi che non accettarono la ristrutturazione del debito nel 2001.

La scorsa settimana si è conclusa con un poderoso rally intraday dei metalli preziosi. L’oro ha rotto gli indugi ed è uscito alla grande da una fase di congestione con bassa volatilità, che stava caratterizzando il mercato del metallo giallo da alcuni giorni. La quotazione dell’oro è passata da area 1.735 dollari a 1.754 dollari l’oncia, salendo così sui livelli più alti da metà ottobre scorso. Forti acquisti anche sull’argento, che è volato fin sopra 34 dollari e che secondo Thomson Reuters Gfms potrà superare quota 50 dollari nel 2013.

Il mercato dei metalli preziosi sta sperimentando da inizio anno una tendenza maggiormente favorevole all’argento rispetto all’oro, tanto che il metallo grigio sta performando circa il doppio rispetto ai classici lingotti d’oro. Da inizio 2012 l’argento guadagna il 21,5% circa e venerdì è tornato per la prima volta sopra quota 34 dollari l’oncia dopo un mese e mezzo. L’oro, invece, guadagna meno del 12% da inizio anno. Secondo Thomson Reuters Gmfs, nel 2013 la corsa al rialzo dell’argento continuerà fino a spingere i prezzi sopra la soglia psicologica di 50 dollari l’oncia.

I titoli individuati dalla banca d’affari statunitense, contrariamente a quanto si è portati a pensare, non appartengono ad un numero ristretto di settori ma abbracciano tutti i principali comparti dell’economia.

In particolare, gli analisti prediligono gli istituti bancari considerati convenienti, con un forte potenziale in tema di guadagni, una consistente probabilità di accelerazione del processo di ristrutturazione, capaci di eliminare attività non-core in modo efficace e in grado di pagare buoni dividendi. A fronte di tali caratteristiche, rientrano nella sua “top picks” UBS, Bnp, Barclays, Swedbank, Sberbank e Adn.

L’aumento delle tensioni in Medio Oriente, regione che sta diventando sempre più calda su diversi fronti (Siria, Israele-Hamas, Iran), ha nuovamente accesso le quotazioni del petrolio che è tornato a salire sui mercati internazionali. Ieri il future sul petrolio Brent ha chiuso al Nymex con un rialzo del 2,52% a 111,7$ al barile salendo sui massimi da circa un mese, mentre il future sul petrolio Wti ha registrato un balzo del 2,72% a 89,28$ al barile. Anche oggi il greggio è in rialzo.

La prima soluzione è pensata per i più ottimisti, ovvero per chi scommette sulla salvezza dell’euro. Questa formula è quella che, rispetto alle altre due, ha consentito di realizzare un maggiore rendimento durante lo scorso anno.