
La revisione del giudizio, hanno spiegato gli esperti, deriva dalla necessità di adottare una visione più cauta alla luce dell’impossibilità di escludere un ulteriore rallentamento della crescita del Pil in Cina, con un conseguente calo delle vendite, a cui si aggiunge un potenziale impatto negativo derivante da un possibile calo del prezzo del petrolio.