Le ultime minute provenienti da Washington e dal cuore pulsante dell’economia statunitense paiono fugare ogni dubbio.

Le ultime minute provenienti da Washington e dal cuore pulsante dell’economia statunitense paiono fugare ogni dubbio.

La crisi dell’economia finanziaria della Cina – quest’ultima rischia di crescere al ritmo più basso degli ultimi 25 anni, sta causando un brusco incremento della volatilità su tutti i mercati mondiali, incluso quello delle valute.

Una brusca frenata per la sterlina a seguito dei riscontri sotto le aspettative provenienti dall’inflazione britannica.

Un autentico shock economico. Per il momento è solo un’eventualità, e lo sarà fino al 23 giugno: questa è la data scelta per il referendum che potrebbe decretare la Brexit.

L’Asia è in profondo rosso. Ieri Tokyo ha chiuso al -1,4%; l’Hang Seng era negativo per lo 0,92%; in calo anche Shangai.

Prosegue il rally del dollaro. Durante il mese di aprile è stato registrato un rialzo delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti. Si tratta della crescita più forte durante gli ultimi dodici mesi.

La BoJ è ancora sul punto di allentare la presa. I rischi al ribasso sull’economia giapponese persistono, ragion per cui la politica monetaria potrebbe subire nuovi freni.

La sensazione è che la valuta statunitense, una delle più importanti sul mercato del Forex, stia viaggiando sulle montagne russe.

Si tratta di un autentico spauracchio, che da mesi intensifica la presenza della sua ombra su trader e analisti. In particolar modo su quelli inglesi, timorosi di investire e preoccupati per il futuro della Sterlina. Un futuro condizionato dal Brexit.

I Forex trader lo sanno. Quello conclusosi da pochi giorni è stato un aprile nero per il biglietto verde. La crescita delle commodities ha giovato a valute quali CAD e AUD.
