Tenaris corre in borsa grazie a richiesta dazi su import tubi

Stamattina a Piazza Affari, messa k.o. dalle tensioni sugli spread sovrani europei, il titolo Tenaris va in controtendenza e mette a segno un rialzo da capogiro. Le azioni della compagnia attiva nel settore dei tubi senza saldatura sta mostrando un progresso provvisorio del 7,18% a 16,86 euro. Tuttavia, i prezzi si erano clamorosamente spinti fino a 17,78 euro, livello più alto da aprile 2011, per un rialzo temporaneo del 13%. I volumi registrati finora sono più del doppio rispetto alla media a trenta giorni.

Chiusura di settimana in negativo

Le borse europee, compresa quindi anche la nostra Piazza Affari di Milano, hanno chiuso la settimana in profondo rosso e le aspettative per la prossima non sono delle più rosee. Pare infatti che gli investitori europei ed internazionali siano stati parecchio delusi da parte di quanto successo a livello delle istituzioni europee. Il Consiglio Europeo è stato infatti alquanto deludente e ha lasciato molti investitori con l’amaro in bocca.

Domanda e rendimento BOT asta 26 giugno 2013

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Seconda giornata di emissioni obbligazionarie del Tesoro italiano, che fa seguito a quella di ieri che ha portato alla vendita di Certificati del Tesoro Zero Coupon (CTZ) e Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione europea (BTP€i). Ieri i tassi sui CTZ sono più che raddoppiati rispetto all’asta di fine maggio scorso, a dimostrazione del fatto che la curva dei rendimenti italiana è tornata sotto pressione. Oggi è toccato ai Buoni Ordinari del Tesoro (BOT) semestrali, che lo scorso mese avevano visto il tasso salire leggermente allo 0,538% dai minimi storici dello 0,503%.

I migliori titoli di Piazza Affari nell’ultimo anno

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Dal punto di vista dei titoli azionari, l’ultimo anno ha visto un netto miglioramento della situazione economica generale. I tragici crolli dei titoli dell’anno 2012 sembrano un lontano ricordo. L’ultimo anno era infatti stato altalenante con titoli che guadagnavano punti e poi crollavano miseramente. Non c’era una certa stabilità e continuità nei risultati di borsa. Alcuni titoli si sono contraddistinti come i migliori negli ultimi mesi per quanto riguarda Piazza Affari.

Downgrade e profit warning per Saipem

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Saipem, società controllata al 43% di Eni, subisce un duro colpo a Piazza Affari non riuscendo a piazzare il proprio prezzo nel listino borsistico a causa del profit warning lanciato dalla società lo scorso venerdì. Si tratta infatti del secondo allarme lanciato quest’anno, dopo quello che era stato diramato a fine gennaio.

Rcs prezzo aumento di capitale è 1,235 euro

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L’aumento di capitale di RCS MediaGroup si farà a un prezzo di 1,235 euro, che prevede uno sconto netto sul Terp del 30% rispetto alle aspettative iniziale di un super-sconto di almeno il 50%. Arriva, dunque, l’intesa sull’aumento di capitale da 421 milioni di euro, di cui 21 milioni sono relativi all’emissione di nuove azioni risparmio. La ricapitalizzazione avverrà a partire da lunedì 17 giugno 2013, con la chiusura dell’esercizio dei diritti fissata per il 5 luglio 2013. La notizia della riduzione dello sconto sull’aumento di capitale ha messo le ali al titolo Rcs.

Vendite titoli Fiat a causa dei dubbi di Ubs

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La società di analisi svizzera Ubs ha sollevato diversi dubbi sulla fusione tra i due colossi dell’automobilismo Fiat e Chrysler, provocando un pensante smottamento dei titoli in borsa dell’azienda torinese. Gli esperti di Ubs hanno infatti letteralmente bocciato il titolo azionario della Fiat, provocando panico e ulteriori dubbi tra gli azionisti di Piazza Affari.

Generali incassa 500 milioni dalla vendita di attività messicane

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Generali Assicurazioni continua a portare avanti la cura dimagrante voluta fortemente dal ceo group Mario Greco, allo scopo di migliorare i requisiti di capitale e per spostare il focus industriale solo sugli asset strategici. Il Leone di Trieste esce dal mercato messicano. La compagnia assicurativa triestina ha firmato un accordo con Grupo Financiero Banorte per la vendita della quota di minoranza del 49% nelle società controllate messicane Seguros Banorte Generali e Pensiones Banorte Generali. Il controvalore lordo dell’operazione totale è pari a 857,5 milioni di dollari.