Robin Hood Tax effetti su Terna

di Filadelfo Scamporrino 1

Considerando il quadro regolatorio corrente, Terna stima che l’impatto per il 2001 sia stimabile in 80 milioni di euro circa.

La cosiddetta Robin Hood Tax, il cui ambito di applicazione, a carico delle imprese energetiche, è stato reintrodotto ed esteso con la manovra bis 2011, quella di ferragosto per intenderci, avrà un impatto non indifferente su numerosi player del comparto che sono quotati in Borsa a Piazza Affari.

Tra questi c’è Terna, la società che opera nel nostro Paese nel dispacciamento dell’energia elettrica; ebbene proprio Terna al riguardo, con un comunicato ufficiale, ha fornito i numeri relativi al prevedibile impatto che sui conti societari avrà la Robin Hood Tax che, lo ricordiamo, non è altro che un inasprimento, dal 6,5% al 10,5%, dell’addizionale Ires a carico delle imprese interessate al provvedimento del Governo italiano.



VALUTAZIONE ANALISTI TITOLI DEL SETTORE ENERGETICO DOPO La ROBIN HOOD TAX

Nel dettaglio, considerando il quadro regolatorio corrente, Terna stima che l’impatto per il 2011 sia valutabile in 80 milioni di euro circa, mentre per gli esercizi successivi, ed in particolare per il periodo che va dal 2012 al 2015, l’impatto dovrà poi essere quantificato in funzione del quadro regolatorio vigente per gli anni citati.

TERNA E SNAM RETE GAS BOCCIATE DA CHEUVREUX

Anche il colosso Enel S.p.A. ha intanto fornito le stime sull’impatto della Robin Hood Tax, valutato in 400 milioni di euro circa a valere sul triennio 2011-2013, e 200 milioni di euro circa a valere per gli esercizi di bilancio successivi. Per la controllata Enel Green Power invece i maggiori oneri sono stimati 25 milioni di euro dal 2011 al 2013, e due milioni di euro annui circa a valere sugli esercizi di bilancio successivi.

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