Bernanke conferma piano di acquisto asset della Fed

di ND82 Commenta

Secondo quanto affermato da Bernanke, il piano di acquisto di titoli di stato e titoli garantiti da mutui ipotecari andrà avanti a tempo indeterminato al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese

Ben Bernanke ha parlato ieri pomeriggio davanti alla commissione bancaria del Senato Usa. Il numero uno della Fed ha ribadito che il piano di acquisto degli asset, noto come quantitative easing (QE), proseguirà ancora fin quando non si avranno significativi miglioramenti nell’economia e nel mercato del lavoro. Secondo quanto affermato da Bernanke, il piano di acquisto di titoli di stato e titoli garantiti da mutui ipotecari andrà avanti a tempo indeterminato al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese. Il governatore della Fed ritiene che i benefici superano i potenziali rischi connessi al piano.

Bernanke ha comunque sottolineato che il mercato del lavoro negli Stati Uniti sta gradualmente migliorando e che l’economia, dopo una fase di appannamento nell’ultimo trimestre dello scorso anno, sta tornando a espandersi. Insomma, l’idea di Bernanke non segue quella di alcuni esponenti del Fomc, ovvero il braccio operativo della Fed, che avrebbero intenzione di fermare o quantomeno ridurre il piano di allentamento monetario già da quest’anno.

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Il governatore della banca centrale americana ha poi invitato i parlamentari americani a evitare i drastici tagli alla spesa pubblica, che scatteranno automaticamente dal primo marzo prossimo. Secondo Bernanke, uno scenario del genere avrebbe un impatto negativo sull’economia e l’occupazione. Insomma, l’aumento delle tasse prima e i forti tagli alla spesa pubblica poi potrebbero creare un “significativo vento contrario” alla ripresa economica americana.

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Sul forex il dollaro americano ha iniziato a frenare la sua corsa. Il tasso di cambio euro/dollaro, che ieri è sceso sui minimi delle ultime sette settimane a 1,3017, sta provando a rimbalzare ma al momento resta ancora sotto 1,31. In linea generale, il biglietto verde resta tonico a causa del contesto di forte avversione al rischio che sta spingendo gli investitori a comprare le maggiori valute rifugio. Forti acquisti, invece, sull’oro che torna a 1.620$ l’oncia.

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