Cambio dollaro/yen ai top dall’estate 2009 sfiora quota 99

di ND82 Commenta

L’effetto-Kuroda continua a manifestarsi sui mercati valutari, sui quali lo yen resta in una condizione di ipervenduto a seguito dell’adozione di un nuovo piano di maxi-stimolo monetario

L’effetto-Kuroda continua a manifestarsi sui mercati valutari, sui quali lo yen resta in una condizione di ipervenduto a seguito dell’adozione di un nuovo piano di maxi-stimolo monetario che secondo la Bank of Japan aiuterà a combattere la deflazione e a centrare così il target di inflazione del 2% entro due anni. Il neo-governatore della BoJ, Haruiko Kuroda, oltre alla massiccia serie di acquisti di bond (da 76 miliardi di dollari al mese), ha annunciato che aumenterà la durata media dei titoli di stato nipponici da 3 a 7 anni. Sul forex yen sempre più giù.

Il tasso di cambio dollaro/yen è salito fino a toccare quota 98,84, il massimo più alto dall’estate del 2009. Il prossimo target viene stimato sulla soglia psicologica di 100, livello che non si vede ormai da quattro anni. Secondo Hiroshi Maeba, capo del team valutario di Ubs a Tokyo, “i mercati sono fortementi convinti che lo yen continuerà a indebolirsi e quota 100 è vista solo come un punto di transizione”.

Stamattina la borsa di Tokyo ha approfittato della debolezza cronica dello yen per segnare un nuovo consistente rialzo. L’indice Nikkei-225 ha guadagnato il 2,8% a 13.192 punti, il livello più alto degli ultimi quattro anni e mezzo. Tuttavia, anche se non c’è nessun rischio bolla in Giappone secondo BoJ, molti analisti e investitori sono convinti che alla fine la politica monetaria giapponese porterà a una svalutazione eccessiva dello yen.

In particolare, lo yen rischia crollo senza freni secondo Soros, che teme un sell-off incontrollabile della valuta nipponica e la fuoriuscita di denaro degli investitori locali verso aree economiche in grado di offrire rendimenti più elevati. Intanto, il Giappone ha sperimentato il primo surplus delle partite correnti degli ultimi 4 mesi, grazie soprattutto alla riduzione del deficit commerciale.

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