Cambio euro-dollaro torna a 1,3250 dopo decisioni della FED

di ND82 Commenta

Ieri sera il mercato forex è stato scosso dalle decisioni in materia di politica monetaria della FED, ovvero la Banca Centrale degli Stati Uniti d’America. L’istituto monetario di Washington ha deciso di confermare i tassi di interesse

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Ieri sera il mercato forex è stato scosso dalle decisioni in materia di politica monetaria della FED, ovvero la Banca Centrale degli Stati Uniti d’America. L’istituto monetario di Washington ha deciso di confermare i tassi di interesse nel range compreso tra lo 0% e lo 0,25%, sui livelli più bassi di sempre. Dalla conferenza stampa del governatore Ben Bernanke sono emerse indicazioni fondamentali per gli investitori su ciò che ha intenzione di fare la FED nei prossimi mesi. Bernanke ha infatti tracciato la road map della exit strategy della FED.

Il numero uno della FED ha indicato a metà 2014 la data della probabile fine del piano di quantitative easing, ovvero del piano di acquisto di titoli di stato e altre securities (tra cui anche i titoli “tossici”) che ormai si protrae da oltre 4 anni. Inoltre, la prima riduzione dell’acquisto dei titoli, che attualmente avviene a un ritmo di 85 miliardi di dollari al mese, dovrebbe avvenire entro fine 2013.

Bernanke ha comunque sottolineato che la exit strategy della FED è vincolata all’andamento dell’economia americana, sulla quale però vengono evidenziati minori rischi al ribasso rispetto ai mesi precedenti. Il governatore della FED, che sarà sostituito al termine del suo mandato (gennaio 2014), ha migliorato le stime sul pil americano e sull’andamento del mercato del lavoro.

Intanto gli indici azionari di Wall Street hanno fatto retromarcia e alla fine sono scesi con decisione, mostrando perdite superiori al punto percentuale. Sul forex il tasso di cambio euro-dollaro è stato respinto in area 1,34 e successivamente è crollato fino in area 1,3250, sui minimi da oltre sette giorni. Il dollaro americano è stato acquistato anche contro altre valute: dalla sterlina allo yen fino alle valute oceaniche. Crolla l’oro, che torna a 1.340 dollari l’oncia.

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