Forex euro troppo forte secondo Juncker (Eurogruppo)

di ND82 Commenta

Il recente rally dell’euro sui mercati valutari preoccupa non poco il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, che ha dichiarato apertamente di ritienere il valore attuale del cambio euro/dollaro “pericolosamente alto”

Il recente rally dell’euro sui mercati valutari preoccupa non poco il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, che ha dichiarato apertamente di ritienere il valore attuale del cambio euro/dollaro “pericolosamente alto”. Tre giorni fa l’euro era volato fin sopra 1,34 sul dollaro americano, toccando il livello più alto da marzo 2012. L’exploit della moneta unica, però, preoccupa i policy makers europei che temono ripercussioni negative sull’export continentale, in caso di eccessivo rafforzamento della valuta sui mercati internazionali. Intanto, ieri il cambio euro/dollaro è sceso fino in area 1,3250.

La forza dell’euro non è visibile solo contro il biglietto verde, bensì contro quasi tutte le valute mondiali. La moneta unica è salita fin sopra 120 sullo yen appena tre giorni fa, ma sul finire di luglio scorso il cambio euro/yen era poco sopra 94. E’ boom anche per il cambio euro/sterlina, sopra il livello di 0,83 sui massimi da aprile 2012, e per il cambio euro/franco svizzero.

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La moneta unica ha messo le ali contro la divisa elvetica a partire da giovedì scorso, passando da area 1,2080 a 1,2430. Tuttavia, secondo Philipp Roesler, ministro dell’Economia tedesco, l’euro non è affatto sopravvalutato sui mercati valutari. Secondo Ewald Nowotny, presidente della Banca Centrale austriaca, ci sono poche possibilità di vedere un trend rialzista di lungo termine dell’euro. Alcuni broker, però, pensano che l’euro possa rafforzarsi ancora nei prossimi mesi.

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Secondo Jonathan Loynes, chief economist di Capital Economics per l’Europa, il cambio euro/dollaro “potrà facilmente salire a 1,40 entro la metà dell’anno o anche prima”. Secondo gli analisti di Commerzbank l’appello di Juncker è “poco sensato” e non ci sono possibilità che la Bce intervenga per indebolire l’euro.

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