Forex: euro/dollaro verso 1,33 dopo tassi Bce

di ND82 Commenta

Rally dell’euro nella seduta di ieri, dopo la riunione della Bce e la conferenza stampa di Mario Draghi. La moneta unica europea ha messo a segno un rialzo dell’1,7% sul dollaro americano, del 3% sullo yen giapponese e dello 0,74% contro la sterlina

Rally dell’euro nella seduta di ieri, dopo la riunione della Bce e la conferenza stampa di Mario Draghi. La moneta unica europea ha messo a segno un rialzo dell’1,7% sul dollaro americano, del 3% sullo yen giapponese e dello 0,74% contro la sterlina britannica. L’exploit dell’euro è arrivato in una giornata iniziata molto bene grazie al boom dell’asta spagnola. Poi è stata la volta dell’asta dei Bot annuali: tassi sotto lo 0,9% sui minimi a tre anni. Successivamente la Bce ha comunicato di mantenere i tassi di interesse invariati allo 0,75%.

Nel primo pomeriggio il tema catalizzatore della giornata è stata la conferenza stampa di Mario Draghi, numero uno dell’Eurotower. Il banchiere italiano ha dichiarato che la Bce non intende abbandonare le misure anti-crisi, adottate negli ultimi mesi per sostenere il debito pubblico dei paesi in difficoltà finanziarie, e che la decisione di tenere i tassi fermi è stata presa all’unanimità.

Draghi ha poi parlato della possibilità di una ripresa economica verso fine anno. Buone indicazioni sullo stato di salute dell’eurozona sono arrivate anche dall’agenzia di rating Standard & Poor’s, che ha affermato di aspettarsi la fine della crisi dei debiti sovrani europei entro quest’anno. Sul forex il tasso di cambio euro/dollaro è volato fino a 1,3280, mentre stamattina sta mostrando una congestione intraday che dovrebbe essere il preludio per un nuovo allungo rialzista nelle prossime ore.

In caso di breakout esplosivo di 1,3280 prima e 1,33 poi, il cambio potrebbe spingersi fino a 1,3350 entro oggi. Se la forza del trend dovesse consolidarsi velocemente, è probabile un ulteriore allungo già entro stasera fino in area 1,3380 – 1,34. Un segnale di negatività si avrebbe solo in caso di affondo sotto 1,3250, che favorirebbe ulteriori prese di beneficio.

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