Forex yen ai minimi da luglio 2010 sul dollaro a 90,20

di ND82 Commenta

La corsa al ribasso dello yen non accenna a dare segnali di rallentamento. Tra ieri e stamattina la moneta nipponica ha incrementato le perdite contro le principali valute mondiali, facendo così sorridere le autorità monetarie e politiche del paese del Sol Levante

La corsa al ribasso dello yen non accenna a dare segnali di rallentamento. Tra ieri e stamattina la moneta nipponica ha incrementato le perdite contro le principali valute mondiali, facendo così sorridere le autorità monetarie e politiche del paese del Sol Levante in attesa della prossima riunione della Bank of Japan, che potrebbe aumentare il target di inflazione al 2% dal precedente 1%. Sul forex lo yen è sceso sui livelli più bassi da luglio 2010 sul dollaro americano, ma ha sperimentato forti cali anche contro l’euro e la sterlina.

Il tasso di cambio dollaro/yen, sceso due giorni fa in area 87,80, è tornato a salire con grande forza fino a superare la soglia psicologica di area 90. I prezzi hanno per ora raggiunto un massimo intraday a 90,20. Negli ultimi quattro mesi il cambio dollaro/yen è salito del 14,6%. I prossimi obiettivi potrebbero essere 92 o addirittura 95, come viene suggerito dagli esperti di Deutsche Bank.

FOREX: DOLLARO/YEN PUO’ SALIRE A 95 SECONDO DEUTSCHE BANK

Sul forex continua anche il rally del tasso di cambio euro/yen, che è salito questa notte fino a 120,70. Si tratta del massimo più alto da maggio 2011. I prezzi, che due giorni fa erano scesi fin sotto 116,50 dopo una violenta correzione dai top di periodo, hanno ripreso ieri a correre con forza superando i massimi precedenti posti in area 120,10.

FOREX: EURO TROPPO FORTE SECONDO JUNCKER (EUROGRUPPO)

Negli ultimi tre mesi il cambio euro/yen ha guadagnato il 16,4%. Ieri è salito con grande impeto anche il cambio sterlina/yen, che è tornato sopra 144 dopo essere sceso un paio di giorni fa in area 140,50. I precedenti top di periodo si trovano a 144,80, ma non sono stati ancora superati a causa anche della debolezza del pound sui mercati valutari.

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