Grecia rating alzato a B- da Standard & Poor’s

di ND82 Commenta

Il piano di buyback sul debito da parte della Grecia è piaciuto all’agenzia di rating Standard & Poor’s, che ha deciso di migliorare il giudizio sul merito di credito di Atene. S&P ha alzato il rating sovrano della Grecia a B- dalla precedente valutazione di SD

Il piano di buyback sul debito da parte della Grecia è piaciuto all’agenzia di rating Standard & Poor’s, che ha deciso di migliorare il giudizio sul merito di credito di Atene. S&P ha alzato il rating sovrano della Grecia a B- dalla precedente valutazione di SD, ovvero selected default. Gli analisti dell’agenzia internazionale hanno affermato che la motivazione principale alla base dell’upgrade è da ricercare nella determinazione con cui i paesi membri dell’Ue-17 stanno cercando di preservare la presenza di Atene nell’euro. La reazione sul forex è stata ancora molto positiva da parte dell’euro.

Sul mercato valutario il rapporto di cambio euro/dollaro è salito fino a 1,3255, sui massimi più alti da oltre 7 mesi. E’ stato fondamentale il breakout del key-level di 1,32: ora i prezzi potrebbero salire fino a 1,3280 prima e 1,3350 poi entro fine anno. In forte ascesa c’è anche il cambbio euro/yen, salito a 111,76 sui livelli più alti da settembre 2011.

Tornando all’upgrade di S&P sulla Grecia, c’è da sottolineare che l’outlook è ora “stabile” e non più “negativo”. Il giudizio è in linea con la visione dell’impegno del governo ellenico verso un aggiustamento fiscale e strutturale contro le sfide politiche ed economiche nel raggiungerlo. Lo scorso 5 dicembre S&P aveva abbassato il rating a SD, un gradino sopra il giudizio di bancarotta conclamata, ma aveva fatto intendere che nel breve periodo la valutazione poteva essere migliorata con la fine del piano di buyback del debito.

S&P ha mantenuto fede alle promesse fatte poco meno di 20 giorni fa e ha rialzato il rating, che comunque pone il paese ellenico tra gli emittenti maggiormente speculativi. Tuttavia, i dubbi sulla sostenibilità del debito greco restano intatti, a causa della contrazione attesa del pil tra il 4% e il 5% nel 2013 dopo il -6% di quest’anno.

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