Hollande chiede di frenare la corsa dell’euro

di ND82 Commenta

Nel corso del suo primo intervento al Parlamento europeo di Strasburgo, il presidente francese François Hollande ha posto il problema del super-euro e della mancanza di una politica valutaria da parte dell’Europa

Nel corso del suo primo intervento al Parlamento europeo di Strasburgo, il presidente francese François Hollande ha posto il problema del super-euro e della mancanza di una politica valutaria da parte dell’Europa. Hollande ha dichiarato che “l’Europa deve definire obiettivi a medio termine” per il cambio dell’euro. L’inquilino dell’Eliseo non chiede alla Bce di intervenire direttamente sul mercato per frenare il rally, bensì di avere un cambio più realistico che non vada a danneggiare la competitività dei paesi europei mentre altre banche centrali perseguono una politica di svalutazione.

Secondo Hollande l’Europa “sta lasciando l’euro vulnerabile a movimenti irrazionali, in una direzione o nell’altra”. La proposta di Hollande è di reagire con una politica dei tassi di cambio. Infatti, secondo il presidente transalpino “un’unione monetaria deve avere una politica sui tassi di cambio, altrimenti resterà soggetta a un cambio che non esprime le vere condizioni della sua economia”.

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Alle dichiarazioni di Hollande sono giunte subito le prime repliche. Il ministro dell’Economia tedesco, Philipp Roesler, ha affermato che “l’obiettivo deve essere il miglioramento della competitività, non l’indebolimento della valuta”. A questo punto i riflettori sono puntati sul meeting della Bce di domani, ma soprattutto sulla conferenza stampa di Mario Draghi. Qualche operatore finanziario ritiene che il numero uno dell’Eurotower possa affrontare l’argomento del super-euro e della “guerra valutaria”.

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Sul forex il tasso di cambio euro/dollaro è salito fino a 1,3710 venerdì primo febbraio. Sul finire di luglio scorso toccò un minimo in area 1,2040, ma da allora ha messo a segno una performance spettacolare superiore al 13%. Il rally è ancora più evidente sullo yen (+35%), ma la moneta unica ha mostrato i muscoli anche rispetto a sterlina, franco svizzero, dollaro canadese, dollaro australiano e dollaro neozelandese.

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