L’America attacca e l’oro sale. Il dollaro oscilla

di Daniele Pace Commenta

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La guerra è sempre un evento che influenza moltissimo i mercati, e in particolare i beni rifugio come l’oro, ma anche sulle valute. Questa notte, gli Stati Uniti hanno portato un attacco missilistico nei confronti della Siria, e la situazione si è subito riflessa sui mercati. In prima battuta il dollaro è sceso a picco, subito dopo l’attacco, per poi stabilizzarsi sull’euro, mentre ha ceduto sullo Yen, altro bene rifugio. Naturalmente, l’oro si è subito apprezzato sui mercati, tanto da segnare il picco più alto da novembre, arrivando a 1269,27 dollari per oncia. Le situazioni geopolitiche sono sempre in grado di far alzare numerosi prezzi, e l’oro ha così facilmente rotto la resistenza dei 1261 dollari. Inoltre ci sono stati i dati dei sussidi alla disoccupazione in America, che hanno invogliato i mercati. Intanto l’oro salirà, e gli analisti, lo vorrebbero addirittura a 1277.

Se il biglietto verde soffre lo Yen, non altrettanto succede con le valute europee, là dove la coppia EUR/USD cede solo lo 0,10%, arrivando a quota 1,0632. La coppia GBP/USD invece cede lo 0,26%, attestandosi a 1,2436, riflesso del calo della produzione manifatturiera inglese, un 1% in meno rispetto al mese precedente, che già aveva visto un calo. Dollaro australiano in sofferenza con il dollaro USA, con la coppia che scende dell0 0,20%.

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