Nessun rischio bolla in Giappone secondo BoJ

di ND82 Commenta

Il maxi-piano di stimolo monetario all’economia nipponica divide analisti e investitori, preoccupati per l’immissione record di liquidità nel sistema da parte della Bank of Japan nel tentativo di combattere definitivamente la deflazione e accelerare il processo di crescita economica

Il maxi-piano di stimolo monetario all’economia nipponica divide analisti e investitori, preoccupati per l’immissione record di liquidità nel sistema da parte della Bank of Japan nel tentativo di combattere definitivamente la deflazione e accelerare il processo di crescita economica. La terapia d’urto del neo-governatore della BoJ, Haruiko Kuroda, è piaciuta molto al premier nazionalista Shinzo Abe, tanto che è subito avvenuta una seconda investitura parlamentare che gli garantirà il mandato alla BoJ per 5 anni. Ma quali sono i rischi dopo una manovra monetaria così aggressiva?

Gli economisti, ma anche investitori di fama mondiale, temono lo scoppio di bolle di asset nel paese del Sol Levante. Yen rischio crollo senza freni secondo Soros, mentre il guru del mercato obbligazionario Bill Gross, a capo di Pimco, ritiene che un dumping valutario permanente finirà per non essere tollerato dai non pochi paesi che ne pagheranno il conto. Il rischio è che sia lo yen che la credibilità della BoJ finiranno per precipitare.

Kuroda, dal canto suo, non teme lo scoppio di bolle di asset e ha già assicurato che resterà vigile affinchè non si verifichi un simile episodio. Alcuni economisti ritengono che alla fine il Giappone riuscirà a creare un po’ di inflazione, ma non risucirà a generare una solida crescita economica in quanto permangono problemi legati alla rigidità burocratica-strutturale del paese e alle dinamiche demografiche.

Mentre il Giappone avvia una nuova svalutazione dello yen, la base monetaria della banca centrale nipponica raddoppierà nel giro di qualche mese e gli asset domestici inizieranno ad essere sempre meno appetibili agli occhi dei grandi investitori istituzionali locali. Con i rendimenti dei Jgb a 10 anni vicini allo zero, il denaro degli investitori nazionali potrebbe allontanarsi dall’arcipelago per seguire nuove rotte finanziarie.

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