Quali valute comprare e quali vendere a novembre 2012

di ND82 Commenta

Ottobre sta per essere archiviato, così investitori e money manager già pensano alle prossime mosse da effettuare sul proprio portfolio valutario per il mese successivo. L’euro sta per chiudere positivamente il mese contro dollaro, yen e sterlina

Ottobre sta per essere archiviato, così investitori e money manager già pensano alle prossime mosse da effettuare sul proprio portfolio valutario per il mese successivo. L’euro sta per chiudere positivamente il mese contro dollaro, yen e sterlina. Ai valori correnti, ovvero circa 1,3010, l’euro ha guadagnato l’1,25% da inizio mese contro il biglietto verde, mentre rispetto allo yen la performance positiva raggiunge il 3,6%. Bene anche euro contro sterlina, per un rendimento dell’1,5%. Lo yen sembra la valuta più in difficoltà a partire da fine luglio scorso.

Il clima di minore avversione verso il rischio e le recenti mosse di politica monetaria delle banche centrali fanno pensare ad un proseguimento del trend rialzista per euro e sterlina contro le classiche “valute rifugio”, ovvero dollaro americano e yen giapponese. Potrebbero rialzare la testa anche dollaro australiano e dollaro neozelandese, che negli ultimi tempi hanno vissuto di alti e bassi a causa di dati macro non esaltanti e per il rallentamento economico della vicina Cina.

I cross valutari che continuano ad avere forti potenzialità di crescita sono euro/yen e sterlina/yen, mentre per quanto riguarda il dollaro americano la sensazione è che le posizioni corte tenderanno ad aumentare sempre più con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali e sulle aspettative di fiscal cliff. Il tasso di cambio euro/dollaro potrebbe finalmente consolidare al di sopra di 1,30, per puntare a 1,32 prima e 1,3350 poi.

Euro e sterlina potrebbero così essere le valute più interessanti da comprare a novembre 2012, a patto che il clima positivo che si respira da qualche tempo sui mercati non lasci spazio a un sentiment negativo dovuto alle previsioni di forte rallentamento economico e ad un eventuale ritorno della crisi dei debiti sovrani europei.

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