Argento crolla ai minimi da agosto 2010 sotto 19 dollari

di ND82 Commenta

Dopo anni di boom i prezzi dei metalli preziosi stanno sperimentando un deciso crollo, che con tutta probabilità porterà sia l’oro che l’argento a chiudere il 2013 con un passivo molto pesante

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Dopo anni di boom i prezzi dei metalli preziosi stanno sperimentando un deciso crollo, che con tutta probabilità porterà sia l’oro che l’argento a chiudere il 2013 con un passivo molto pesante. Stanotte sui mercati asiatici c’è stato un nuovo tofo dell’oro sotto 1.250 dollari ai minimi da settembre 2010. Il sell-off sull’oro ha generato forti vendite anche sull’argento, che è crollato sotto 19 dollari l’oncia sui livelli più bassi da agosto 2010. Il silver ha toccato un bottom a 18,72 dollari l’oncia.

Da inizio anno l’argento perde il 60%, quasi il doppio rispetto alla performance negativa mostrata finora dall’oro. Dai top di fine aprile 2011 di area 49,8 dollari, la quotazione dell’argento si è più che dimezzata per una perdita monstre del 163,5%. Come per l’oro, anche il metallo grigio soffre le aspettative di riduzione del piano di quantitative easing della FED ma soprattutto la debolezza dei fondamentali.

La domanda è davvero debole e il rallentamento dei paesi emergenti non fa altro che peggiorare lo scenario da qui ai prossimi mesi. Il trend ribassista dell’argento è davvero molto solido, anche se i prezzi hanno raggiunto un’area di supporto settimanale molto importante. Da un punto di vista tecnico non va, però, escluso un approfondimento ribassista ulteriore fino a 17,5 dollari l’oncia.

Il primo segnale di positività per il silver si avrebbe solo in caso di chiusura settimanale sopra quota 20 dollari. Tuttavia, la sensazione è che l’inversione del trend avverrà solo in caso di ripresa delle quotazioni dell’oro, che il metallo grigio segue quasi fedelmente sebbene con una volatilità più elevata. Da inizio giugno l’argento perde più del 15%: in caso di chiusura mensile negativa (ipotesi molto probabile), l’argento chiuderebbe il quinto mese consecutivo in perdita.

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