Investire in obbligazioni bancarie subordinate

di Stefania Russo Commenta

Coloro che intendono investire in obbligazioni mediante la composizione di un portafoglio obbligazionario ad elevato...

Coloro che intendono investire in obbligazioni mediante la composizione di un portafoglio obbligazionario con alta propensione al rischio possono valutare seriamente l’idea di puntare parte del proprio capitale in obbligazioni subordinate, ossia titoli decisamente più rischiosi rispetto alle obbligazioni tradizionali e a cui però, come accade per la maggior parte degli investimenti rischiosi, corrisponde un maggior rendimento.

INVESTIRE IN OBBLIGAZIONI IN VALUTE ESTERE

Il rischio supplementare varia a seconda della tipologia di obbligazioni, Nella maggior parte dei casi, tuttavia, è legato ad un rischio di fallimento della banca, in quanto in questo caso l’obbligazionista viene soddisfatto dopo tutti gli altri creditori senior. In altri casi, invece, il maggior rischio deriva dal eventuali perdite che l’investitore potrebbe subire anche nel caso in cui la banca si trovi semplicemente in difficoltà.

Esistono fondamentalmente quattro tipologie di obbligazioni subordinate: Tier 1, Upper Tier 2, Lower Tier 2 e Tier 3.

PORTAFOGLIO OBBLIGAZIONARIO 2012 BASSA PROPENSIONE AL RISCHIO

Le obbligazioni Tier 1 sono considerate le più rischiose, in particolare sono una sorta di via di mezzo tra un’azione e un’obbligazione, prevedono una cedola periodica e generalmente non hanno scadenza, anche se la società emittente ha la possibilità di rimborsare il titolo. Nel caso in cui la cedola non venga pagata dalla banca questa viene persa, inoltre in caso di perdite tali da incidere sulla solidità della banca il capitale nominale viene decurtato di entità pari a tali perdite. In caso di liquidazione, vengono privilegiati i possessori di obbligazioni di Tier 2 e Tier3.

Le obbligazioni Upper Tier 2 sono meno rischioso di quelle Tier 1, in quanto nel caso in cui l’emittente chiuda l’esercizio in perdita, le cedole non vengono cancellate ma semplicemente sospese e pagate tutte insieme al termine del primo esercizio chiuso in utile, mentre il capitale nominale può essere diminuito solo in casi eccezionali. In caso di liquidazione si viene preferiti rispetto ai possessori di Tier 1 ma si vengono privilegiati i portatori di Lower Tier 2 e Tier 3.

Le obbligazioni Lower Tier 2 prevedono delle cedole che possono essere non pagate solo nel caso di una vera e propria insolvenza, così come pure il capitale subisce decurtazioni solo in caso di liquidazione della banca. In caso di liquidazione questo strumento, insieme alle obbligazioni Tier 3, viene preferito ai titoli Tier 1 e Upper Tier 2.

Le obbligazioni Tier 3, invece, hanno una scadenza breve, di solito compresa tra i 2 ed i 4 anni, e prevedono il pagamento di cedole che possono essere sospese, ma non cancellate, su disposizione della banca centrale, qualora l’istituto registri perdite capaci di influire sulla solidità dell’istituto. In caso di liquidazione dell’emittente, questi titoli vengono preferiti ai Tier 1 e Upper Tier 2, trovandosi allo stesso livello dei Lower Tier 2.

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