Nuove tasse su risparmi e investimenti

di Stefania Russo 1

La nuova manovra finanziaria non risparmia neanche i piccoli investitori, in quanto stando alle prime informazioni emerse ieri, che...

La nuova manovra finanziaria non risparmia neanche i piccoli investitori, in quanto stando alle prime informazioni emerse ieri, che dovranno essere poi ulteriormente chiarite e aggiornate nel corso dei prossimi giorni, tra le misure previste dalla nuova normativa ci sarebbe anche un incremento del costo del bollo annuale sul deposito titoli, che passerà a 120 euro dagli attuali 34,2 euro.

Un incremento sostanzioso, dunque, di cui ne risentiranno soprattutto gli investitori che scelgono un portafoglio a basso rischio e, quindi, a basso rendimento.


Un esempio concreto dell’impatto dell’aumento del bollo annuale è quello citato in un articolo pubblicato dall’edizione online del Corriere della Sera e che ipotizza un investimento consistente in 10.000 euro di Bot annuali. Ad oggi il rendimento di questi titoli è pari all’1,50% al netto di tasse e commissioni, per cui essendo la nuova richiesta del Fisco pari all’1,2% del patrimonio considerato, degli interessi annuali, dopo il super bollo, rimarrebbero 30 euro, di cui 18-20 vanno alla banca per la gestione del servizio. Nelle tasche dell’investitore, quindi, alla fine restano solo una decina di euro.

Ma non è tutto, in quanto dal 2013 è previsto un nuovo rincaro del bollo fino a 150 euro per chi possiede fino a 50.000 euro di titoli e che arriva fino a 380 euro per chi supera la soglia dei 50.000 euro.

GUADAGNARE INVESTENDO IN BORSA

Un aumento delle tasse è previsto anche per fondi, azioni, dividendi, pronti contro termine, etf, obbligazioni bancarie e societarie, la cui aliquota dovrebbero salire dall’attuale 12,5% al 20%. Non ci sarà invece alcun incremento dell’aliquota per i titoli di Stato, che saranno gli unici a rimanere tassati al 12,5%.

Buone notizie sono invece in arrivo sul fronte dei conti correnti e dei conti deposito online, in quanto la nuova normativa prevederebbe un calo dell’aliquota dal 27% al 20%, anche se in questo caso i tempi di attuazione appaiono decisamente più lunghi.

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