Oro non riesce a superare quota 1.400 dollari

di ND82 Commenta

L’oro non riesce a superare la resistenza di 1.400 dollari l’oncia. Negli ultimi giorni, caratterizzati peraltro da una fase di congestione con bassa volatilità, i prezzi sono andati a sbattere contro la resistenza di 1.398 dollari

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L’oro non riesce a superare la resistenza di 1.400 dollari l’oncia. Negli ultimi giorni, caratterizzati peraltro da una fase di congestione con bassa volatilità, i prezzi sono andati a sbattere contro la resistenza di 1.398 dollari, senza nemmeno riuscire a sfiorare la soglia psicologica di 1.400 dollari. Stamattina sono partite decise vendite, che hanno spinto i prezzi fino a 1.377 dollari. L’oro resta ancora inserito all’interno di una fase laterale molto ampia, compresa tra 1.400 e 1.355 dollari, anche se la scorsa ottava i prezzi riuscirono temporaneamente a toccare quota 1.414 dollari.

Gli analisti finanziari restano scettici sulle possibilità di ripresa delle quotazioni nei prossimi mesi, sebbene da inizio anno il metallo giallo accusa una perdita del 20%. Tra l’altro la performance è stata anche più negativa, se si considera che lo scorso 16 aprile i prezzi crollarono clamorosamente fino a 1.321 dollari l’oncia, sui livelli più bassi da gennaio 2011.

Non se la passa meglio nemmeno l’argento, che da qualche giorno quota stabilmente sopra 22 dollari. Tuttavia, il 20 maggio prezzo argento in calo sui livelli minimi del 2010 a 20 dollari l’oncia. Per i metalli preziosi la view resta negativa, in quanto ormai mancano i driver che fino allo scorso anno avevano trainato al rialzo le quotazioni in un trend rialzista pluridecennale (in particolare per l’oro).

La discesa dell’oro non è finita secondo Barclays, che prevede un prezzo medio nel 2015 a 1.375 dollari l’oncia. Secondo alcuni analisti tecnici, se l’oro dovesse scendere sotto 1.320 dollari si aprirebbero scenari drammatici per i prezzi. Infatti, a quel punto potrebbe avvenire un brusco sell-off con approdo a 1.270 dollari prima e 1.225 dollari poi. Per l’argento, invece, la perdita di 20 dollari potrebbe essere fatale, con i prezzi che rischierebbero di rivedere quota 18 – 17 dollari l’oncia.

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