Previsioni prezzo oro 2012

di Stefania Russo Commenta

Anche nel corso dell'anno appena trascorso l'oro si è confermato un ottimo strumento per diversificare i propri investimenti...

Nel corso dell’anno appena trascorso l’oro si è confermato un ottimo strumento per diversificare i propri investimenti, nonostante l’elevata volatilità del suo prezzo causato dalla crisi economica e finanziaria, anche se a riguardo gli esperti sottolineano che il metallo giallo è riuscito in ogni caso a mantenersi più stabile rispetto ai mercati azionari.

PREVISIONI 2012 SECONDO MERRILL LYNCH

Per quanto riguarda le previsioni per il 2012, secondo gli analisti di Nomura il metallo giallo continuerà ad essere uno degli asset preferiti dagli investitori, soprattutto nei mercati emergenti dove il rischio dell’erosione del capitale derivante da un probabile innalzamento dell’inflazione si fa sentire di più rispetto ai mercati occidentali, che privilegiano invece soprattutto forme di investimento orientate al mercato azionario e obbligazionario.

COME INVESTIRE IN ORO

Una nuova salita del prezzo dell’oro nel corso del 2012 figura tra le aspettative di molti esperti, che però al contempo cercano di mettere in guardia gli investitori sottolineando che anche l’oro, come tutti gli investimenti, non è privo di rischi. A riguardo, in particolare, Deutsche Bank in un recente studio ha osservato che da quando è iniziata la crisi finanziaria, e quindi ha iniziato a manifestarsi in maniera più netta l’avversione al rischio da parte degli investitori, i volumi scambiati nel mercato dell’oro hanno subito un pesante incremento. A fronte di ciò, dunque, investire in oro è diventato più rischioso, senza contare che questo ha contribuito a determinare un’elevata volatilità del suo prezzo.

Nonostante la prudenza, la maggior parte degli esperti prevede che nel corso del 2012 l’oro continuerà ad essere un ottimo investimento e ad offrire rendimenti maggiori rispetto a quelli offerti da altri investimenti più rischiosi, soprattutto a fronte del persistere della crisi del debito sovrano, della bassa crescita e del generale clima di incertezza.

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