Proteggersi dall’inflazione con BTP€i e BTP Italia

di Stefania Russo Commenta

Soprattutto in Italia, dove nel solo mese di ottobre il costo della vita ha registrato un progresso del 2,6%, riuscire a difendere il proprio capitale...

Soprattutto in Italia, dove nel solo mese di ottobre il costo della vita ha registrato un progresso del 2,6%, riuscire a difendere il proprio capitale dall’inflazione appare un’impresa piuttosto ardua. Secondo gli esperti, tuttavia, i BTP€i (BTP indicizzati all’inflazione europea) e i BTP Italia possono fornire un valido aiuto in tal senso.

Se si ipotizza un aumento dei prezzi del 2,56% in Europa e di poco superiore al 3% in Italia, infatti, i rendimenti vanno dal 3,69% per il BTP€i in scadenza il prossimo anno fino ad arrivare al 5,33% del BTP Italia con scadenza 2016.


Si tratta di una remunerazione che, qualora il costo della vita dovesse frenare, subirà senza dubbio una limatura, tuttavia continuerà ugualmente ad essere interessante in quanto non solo consentirà ai risparmiatori/investitori di proteggere il proprio capitale dall’effetto erosivo dell’inflazione ma, unita ad alcune mosse strategiche, consentirà loro di far crescere contemporaneamente il capitale.

Per ottenere questo risultato, secondo gli esperti, occorre essere disposti a reinvestire il flusso cedolare. Per quanto riguarda i BTP€i, in particolare, se si applica questa strategia ad ogni singolo accredito degli interessi, al momento della scadenza ci sarà un notevole aumento del valore nominale dei titoli di Stato, mentre in caso contrario al termine del periodo di riferimento l’investimento offrirà solo l’aumento del costo della vita. Nel caso dei BTP Italia questa strategia si rivela ancora più interessante. In tal caso, infatti, ogni sei mesi il risparmiatore riceve, e quindi ha la possibilità di reinvestire, non solo il flusso cedolare ma anche la quota di inflazione.

Non bisogna però sottovalutare aspetti meno piacevoli. Tra questi figura in primo piano quello fiscale, dal momento che tutti gli incrementi del valore del capitale sono assoggettati ad un’imposta del 12,50%, inoltre bisogna tener conto anche del controvalore dell’operazione di acquisto sul mercato secondario una volta che l’asta sarà chiusa.

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