Bce taglio dei tassi di interesse a 1% a dicembre 2011

di Stefania Russo Commenta

La Banca centrale europea nel corso della riunione tenuta ieri ha nuovamente tagliato i tassi di interesse portandoli...

La Banca centrale europea nel corso della riunione tenuta ieri ha nuovamente tagliato i tassi di interesse portandoli al minimo storico dell’1% e azzerando di fatto i rialzi decisi nel corso della scorsa primavera.

La decisione deriva dalla necessità di adeguare i tassi di riferimento all’attuale situazione di crisi e che, in base alle previsioni, dovrebbe registrare un primo miglioramento tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013.

NUOVO TAGLIO TASSI DI INTERESSE INIZIO 2012 PREVISTO DAGLI ANALISTI

Secondo gli esperti, dunque, si profila uno scenario che vede l’inflazione scendere sotto il 2% per diversi mesi, inoltre se per il 2011 sono state confermate le previsioni che vedono una crescita dell’1,6%, non è esclusa una recessione nel 2012 compresa tra un -0,4% e un +1%.

TASSI DI INTERESSE INIZIO 2012 ALLO 0,50% SECONDO MORGAN STANLEY

Al termine della riunione e della consueta conferenza stampa tenuta dal presidente Mario Draghi, l’euro e le principali Borse europee hanno registrato un netto calo, con gli spread che hanno invece registrato un nuovo rialzo. I motivi sono da ricercare nella decisione dell’istituto di Francoforte di respingere l’ipotesi di aumentare gli acquisti di titoli di Stato dei Paesi della zona euro che versano in una situazione di difficoltà, nonché nella contrarietà di Mario Draghi a finanziamenti della Bce al Fondo monetario.

Nel corso della consueta conferenza stampa Mario Draghi si è detto favorevole alla manovra di bilancio annunciata nei giorni scorsi dal Governo Monti e che a suo avviso rafforzerà la fiducia nei confronti dell’Italia.

Draghi si è inoltre detto ottimista sull’esito del vertice di Bruxelles, pur non entrando nel merito delle diverse soluzioni contrapposte soluzioni avanzate dai leader. Ha inoltre confermato che la Bce opererà solo come agente per l’Efsf e senza impegnare risorse proprie, ribadendo al contempo che gli acquisti della Banca centrale resteranno limitati e temporanei.

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