Generali punta al mercato asiatico

di Stefania Russo Commenta

Giovanni Perissinotto, amministratore delegato di Generali, nel corso del suo intervento all'annuale Banking and insurance conference di Merrill Lynch ha comunicato che dal prossimo anno..

Giovanni Perissinotto, amministratore delegato di Generali, nel corso del suo intervento all’annuale Banking and insurance conference di Merrill Lynch ha comunicato che dal prossimo anno diventerà operativa ad Hong Kong la joint venture realizzata con il partner cinese Guotai, al fine di riuscire a soddisfare le esigenze locali di investimento e diversificare il proprio ambito di attività.

A Singapore, invece, verrà realizzata un’ulteriore espansione di Bsi, l’unità svizzera del gruppo specializzata nel settore del private banking. Per ora, in particolare, è prevista una crescita dello staff da 30 a 200 unità, mentre nei prossimi cinque anni verranno incrementate le attività in gestione di circa 20 miliardi di franchi svizzeri, con conseguenti maggiori entrate per 200 milioni circa.


L’obiettivo del gruppo, quindi, è quello di crescere nel mercato asiatico e di rafforzare la propria posizione in quello europeo. In Europa, in particolare, secondo Perissinotto è in atto una progressiva ripresa che ha iniziato a dare i suoi frutti già a partire dal 2010. Riguardo alla possibilità che vengano introdotte nuove regole destinate ad incrementare la supervisione sulle attività assicurative, Perissinotto ha spiegato che è una buona idea, purchè non trattengano gli imprenditori privati e le istituzioni finanziarie dall’assumere rischi, investire e crescere.

L’amministratore delegato del gruppo triestino, inoltre, ha spiegato che anche nel caso in cui continueranno ad esserci dei tassi di interesse piuttosto bassi il gruppo sarà comunque in grado di salvaguardare il suo business, anche se dovesse verificarsi un decremento di 100 punti base nei tassi d’interesse ci sarebbe un impatto limitato nel valore della nuova produzione vita della compagnia, inoltre anche nel caso in cui, per assurdo, si dovesse verificare una progressiva riduzione al 3% nel tasso di ritorno degli investimenti, i margini del gruppo rimarrebbero sostanzialmente invariati.

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