Investire in titoli di stato italiani nel secondo semestre 2012

di ND82 Commenta

La crisi dei debiti sovrani europei è tornata a spaventare gli investitori di tutto il mondo dopo la fine del primo trimestre dell’anno e sembra avere le carte in regola per proseguire ancora fino alla conclusione dell’estate

La crisi dei debiti sovrani europei è tornata a spaventare gli investitori di tutto il mondo dopo la fine del primo trimestre dell’anno e sembra avere le carte in regola per proseguire ancora fino alla conclusione dell’estate. Il caos politico in Grecia – ormai con un piede fuori dall’euro e ad un passo dall’insolvenza totale – e la grave crisi bancaria in Spagna sono i temi più scottanti delle ultime settimane. La volatilità sta aumentando a visto d’occhio, le borse stanno crollando pericolosamente e gli spread sovrani si mantengono poco sotto le soglie di allerta.

I gestori obbligazionari sono preoccupati per l’eventuale rischio-contagio a paesi come Italia o Francia, per cui inevitabilmente si mantengono prudenti sui titoli di stato dei paesi semi-core e soprattutto periferici. Molti fondi pensione investono solo su bond con bassa volatilità, al di là del rating. La scorsa settimana ha sorpreso l’annuncio di Goldman Sachs, che ha fatto sapere di aver incrementato la sua esposizione sui BTP. Molti fondi sovrani, invece, hanno praticamente azzerato l’esposizione sull’Italia.

BTP ITALIA SECONDA EMISSIONE A GIUGNO 2012

Secondo Matteo Cominetta di Ubs, “il debito italiano scenderà nel decennio scongiurando rischi di insolvenza”. Il senior economist della banca svizzera ha una view positiva sull’Italia nel lungo periodo, ma ritiene che “sul breve ci possono essere tensioni”. Dello stesso avviso è anche Federico Chiaverini di Citigroup, che resta fredda sui titoli italiani nel breve periodo.

GRECIA SEMPRE PIU’ VICINA A USCIRE DALL’EURO

Molto positiva sull’Italia è invece Allianz, che applaude l’operato dell’esecutivo Monti e ritiene solido il sistema finanziario e bancario. In linea generale, la maggior parte dei money manager ritiene che sia più prudente esporsi sulla parte breve della curva dei titoli di stato italiani (fra 2 e 5 anni) ed evitare ancora per un po’ le scadenze più lunghe (10 o 30 anni), in quanto maggiormente soggette alla volatilità di brevissimo periodo.

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