Italia stime di crescita 2013 tagliate da Standard & Poor’s

di ND82 Commenta

L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha messo sotto la lente l’economia europea, per capire se ci sono i presupposti per una ripresa nei prossimi trimestri

standard-poor

L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha messo sotto la lente l’economia europea, per capire se ci sono i presupposti per una ripresa nei prossimi trimestri. Tuttavia, secondo quanto emerge da un recente studio degli specialisti dell’agenzia all’orizzonte non ci sono segnali di recupero significativo per l’economia dell’area euro, nonostante alcune indicazioni di maggiore stabilizzazione rispetto ai mesi scorsi. Standard & Poor’s ha anche deciso di tagliare le stime sul pil di Germania e Italia, mentre quelle sul Regno Unito sono state ritoccate al rialzo.

Secondo gli esperti di S&P l’economia tedesca crescerà a un ritmo dello 0,4% nel 2013, la metà di quanto preventivato lo scorso marzo. L’agenzia di rating aveva stimato per la più grande economia continentale una crescita dello 0,8% per l’anno in corso. Ora, però, la stima è stata rivista al ribasso. Per l’Italia, invece, la recessione sarà più pesante del previsto, nonostante l’inseditamento del nuovo esecutivo guidato da Enrico Letta.

BANCHE CINESI A RISCHIO SECONDO STANDARD & POOR’S

Infatti, S&P si aspetta una flessione del prodotto interno lordo italiano dell’1,9% per l’anno in corso. La precedente stima sul 2013 era di un pil a -1,4%. Per il 2014 S&P si aspetta un rimbalzo dell’economia a +0,5%, poco meglio dello 0,4% prospettato a marzo. L’agenzia di rating ha invece migliorato la stima sul pil 2013 del Regno Unito a +0,8% da +0,6%.

Secondo gli analisti di S&P, la recessione non abbandonerà l’Italia nei prossimi trimestri. Gli esperti dell’agenzia si aspettano che in Italia “la domanda di consumi continuerà a contrarsi”. Gli analisti di S&P ritengono che i consumi scenderanno del 3% dopo il -4% del 2012. Inoltre è attesa una performance deludente delle esportazioni a +0,5% nel 2013. Nel report dell’agenzia si legge anche che “i prestiti bancari al settore privato si stanno ancora contraendo in Italia, limitando di conseguenza la possibilità di una ripresa sostenibile della domanda interna”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>