Titolo Fiat in calo dopo dati immatricolazioni luglio 2011

di Stefania Russo 1

A Piazza Affari il titolo Fiat cede stamani oltre tre punti percentuali a 6,42 euro, una performance negativa ricondotta in larga parte ai dati...

A Piazza Affari il titolo Fiat cede stamani oltre tre punti percentuali a 6,42 euro, una performance negativa ricondotta in larga parte ai dati deludenti delle immatricolazioni auto a luglio 2011.

Durante lo scorso mese, infatti, è stato registrato un calo delle immatricolazioni di automobili del 10,7% rispetto al mese precedente e del 12,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. A risollevare l’andamento del titolo del gruppo automobilistico torinese non è servito neanche il dato favorevole relativo alla quota di mercato, che nel mese considerato è passata al 30,3% rispetto al precedente 29,5%.


In altre parole sono a marchio Fiat le auto più vendute in Italia, in particolare ai vertici della classifica delle auto più vendute figurano la Punto, la Panda e la 500. Il quarto posto è invece occupato dalla Ypsilon, con il marchio Lancia che allo stesso modo riesce ad incrementare ulteriormente la sua quota di mercato portandola al 5,3%, ovvero il miglior risultato degli ultimi dieci anni. Un incremento della quota di mercato è stato registrato anche da Alfa Romeo e Jeep, hanno aumentato la propria quota rispettivamente di 0,3 e 0,2 punti percentuali.

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A luglio, più nel dettaglio, le vendite di vetture nuove sono state 137.000, contro le 154.000 di luglio 2010, in altre parole durante il mese appena trascorso sono state vendute 17.000 auto in meno, un dato negativo e deludente soprattutto perché ci si aspettava una ripresa. A riguardo l’Unrae, che federa le Case automobilistiche estere in Italia, ha sottolineato che era ormai da 28 anni che non si registrava un totale di immatricolazioni così basso.

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Considerando il mercato dell’auto nel suo complesso, a luglio 2011 hanno registrato un calo oltre che le vendite di nuove vetture anche le vendite di auto usate. Durante lo scorso mese, infatti, i trasferimenti di proprietà sono calati del 3,2%, mentre se si considerano i primi sette mesi dell’anno è stato registrato un incremento del 3,6%, con un totale di 2.784.736 trasferimenti di proprietà.

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