Sopaf non paga cedole obbligazioni convertibili 2015

di Stefania Russo Commenta

Attraverso apposita comunicazione, Sopaf ha confermato, coerentemente con quanto anticipato con il comunicato stampa diffuso lo scorso 19 luglio, che i tempi...

Attraverso apposita nota, Sopaf ha confermato, coerentemente con quanto anticipato con il comunicato stampa diffuso lo scorso luglio, che i tempi necessari per la prosecuzione delle trattative per la ristrutturazione del debito e per la definizione di una nuova proposta da presentare ai propri principali creditori non sono compatibili con i pagamenti delle cedole dei prestiti obbligazionari “Sopaf 2007 – 2015 convertibile 3,875%” (“POC 1”) e “Sopaf 2011 – 2015 convertibile 9%” (“POC 2”) e della prima rata di rimborso di quest’ultimo.


A fronte di ciò, dunque, il POC 1 diverrà rimborsabile anticipatamente ai sensi dell’art. 10 i) del Regolamento del prestito stesso, a meno che non si riesca ad arrivare ad una soluzione entro 30 giorni dalla comunicazione dell’emittente, del rappresentante degli obbligazionisti o da parte dell’agente per il calcolo.

Lo scorso 30 luglio, ricordiamo, Sopaf aveva comunicato che la moratoria concessa dai principali istituti finanziatori e scaduta il 31 maggio non era stata rinnovata, anticipando quindi che, fermo restando l’approvazione della richiesta di rimborso anticipato da parte dell’assemblea degli obbligazionisti, ciascun obbligazionista del prestito POC 1 avrà diritto al rimborso anticipato di ogni somma a lui spettante.

Con riferimento al prestito obbligazionario “Sopaf 2011-2015 convertibile 9%”, invece,  Sopaf aveva precisato che i titoli diverranno rimborsabili anticipatamente su richiesta del rappresentante comune degli obbligazionisti in rappresentanza di tanti obbligazionisti che detengano obbligazioni pari ad almeno il 15% del valore nominale di emissione ovvero su richiesta di tanti obbligazionisti che rappresentino almeno il 15% del valore nominale di emissione.

A Piazza Affari stamane il titolo Sopaf segna a circa mezz’ora dall’apertura della seduta una flessione di quasi due punti percentuali a 0,0104 euro.

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