Dividendo Unicredit 2012 in azioni?

di Stefania Russo Commenta

Dopo la pubblicazione da parte dell'Eba della lista delle 29 banche sistemiche chiamate a rispettare il requisito di un capitale aggiuntivo...

Dopo la pubblicazione da parte dell’Eba della lista delle 29 banche sistemiche chiamate a rispettare il requisito di un capitale aggiuntivo al fine di coprire eventuali perdite, gli analisti si dicono certi che per Unicredit, l’unica banca italiana presente in questa lista, l’aumento di capitale è ormai inevitabile.

L’ammontare dell’aumento di capitale con ogni probabilità verrà reso noto lunedì prossimo, in occasione della pubblicazione dei conti relativi al terzo trimestre 2011, e comunque nella peggiore delle ipotesi entro la fine dell’anno.

PREVISIONI UNICREDIT 2011-2012

Nel frattempo gli analisti hanno già ipotizzato l’importo dell’aumento, in particolare si parla di una ricapitalizzazione di ammontare pari a circa 7 miliardi di euro. Tale aumento, tuttavia, nonostante la convinzione a riguardo manifestata dagli analisti, non è ancora certo. Nel corso di un’intervista, infatti, l’amministratore delegato di Ubi Banca, Victor Massiah, ha ribadito ancora una volta che i requisiti individuati dall’Eba verranno raggiunti senza la necessità di ricorrere ad aumenti di capitale ma attraverso le risorse interne, ossia il bond convertibile da 639 milioni di euro, l’adozione del modello advanced di validazione degli impieghi e la cessione di asset.

AUMENTO DI CAPITALE UNICREDIT ENTRO FINE 2011

Nel frattempo il titolo a Piazza Affari risente delle indiscrezioni su una probabile operazione di ricapitalizzazione, a poco più di un’ora dall’apertura delle contrattazioni segna infatti una perdita di circa due punti percentuali a 0,7615 euro.

A preoccupare gli azionisti, tuttavia, non è solo il calo registrato dal titolo ma anche le indiscrezioni di stampa circolate nel corso delle ultime ore, secondo cui l’istituto potrebbe decidere di distribuire ai suoi azionisti nel corso della prima parte del 2012 e in relazione all’esercizio 2011 un dividendo in azioni anziché in denaro.

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