Fusione Fiat Industrial e CHN entro la fine del 2012

di Stefania Russo Commenta

Nel corso della conferenza call che ha seguito la pubblicazione della semestrale Fiat Industrial gennaio giugno 2012, Sergio Marchionne...

Nel corso della conferenza call che ha seguito la pubblicazione della semestrale Fiat Industrial gennaio giugno 2012, Sergio Marchionne si è detto certo che la fusione tra Fiat Industrial e CHN possa essere realizzata entro la fine dell’anno.

Maggiori informazioni al riguardo verranno rese note in occasione della pubblicazione dei risultati relativi al terzo trimestre 2012, quando verranno redi noti i dettagli riguardanti l’andamento dei lavori del Comitato straordinario incaricato di valutare la proposta. Tale Comitato, ricordiamo, dovrà provvedere a presentare una raccomandazione al Consiglio di amministrazione, che verrà poi comunicata anche agli azionisti.


Marchionne ha quindi confermato le tempistiche già ipotizzate al momento dell’annuncio della fusione, in quanto anche in quel caso si era parlato di concludere il tutto entro la fine del 2012. Nessuna novità è stata invece fornita in merito al nome della newco che nascerà dalla fusione e alla sede del quartiere generale, così come pure non è stata resa nota alcuna informazione in merito allo struttura che avrà la nuova società che nascerà dalla fusione dei due gruppi.

Stando alle ultime informazioni trapelate alcune settimane fa, gli azionisti che parteciperanno alle assemblee convocate per deliberare l’operazione di fusione rimarranno azionisti di tali società fino al completamento dell’operazione e avranno la possibilità di ricevere due voti per ogni azione loro attribuita. Dopo la chiusura dell’operazione, invece, il diritto ad ottenere il doppio voto spetterebbe anche ai detentori di azioni a voto singolo.

Per quanto riguarda invece i conti relativi al primo semestre dell’anno, Marchionne ha affermato che si tratta di risultati positivi soprattutto se si considera il contesto di incertezza di alcuni mercati, in particolare quelli dell’Europa e dell’America Latina, per cui riflettono l’intensità del lavoro fatto per fare fronte alle difficoltà industriali della società.

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